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GERMANIA
27.11.2017 - 21:280

Merkel e Schulz pronti al confronto: «Serve stabilità»

I due leader saranno convocato dal presidente giovedì prossimo

BERLINO - Con il fallimento dai colori "Giamaica" alle spalle e a pochi giorni dalla convocazione dal presidente, che li attende giovedì prossimo, Angela Merkel e Martin Schulz hanno annunciato di essere pronti al confronto, per provare a superare la crisi politica in cui è finito il Paese.

Anche perché l'Europa, hanno sottolineato, ha bisogno di una "Germania stabile". Ma la strada, al momento, resta in salita con l'Spd che sembra intenzionato a far valere, sul tavolo della possibile trattativa, la sua apertura.

I toni (di entrambi) sono parsi chiaramente privi di slancio, e i tempi per raggiungere un accordo potrebbero non essere veloci: i socialdemocratici hanno ribadito che nessuna opzione è per ora esclusa, mentre per la numero due del partito della cancelliera, Julia Kloeckner, i veri e propri colloqui non sarebbero possibili prima del 2018 (anche a causa della pausa di Natale). Pesa inoltre l'incognita del congresso della Spd, in calendario fra due settimane: è la base per decidere se ci sarà una nuova Grosse Koalition in Germania, ma questa potrebbe pronunciarsi anche dopo i primi colloqui. Se la Cdu preme, per trovare un'intesa velocemente, e la Spd chiede tempo, il socialdemocratico Ralf Stegner ha affermato che «non si può certo aspettare fino a Pasqua per un governo».

I due leader hanno indicato i rispettivi programmi elettorali, come base di partenza per confrontarsi sull'ipotesi di un nuovo governo rosso-nero. «Siamo pronti ad affrontare i colloqui con la Spd per la costruzione di un governo», ha detto Merkel, sottolineando che i cittadini si aspettano «la risoluzione dei problemi» e che la Cdu «si assume la responsabilità» per far si che la Germania resti «un'ancora di stabilità». Se il presidente Steinmeier, da cui sono attesi giovedì prossimo Merkel, Schulz e il cristiano-sociale Horst Seehofer, chiederà ai socialdemocratici di sedersi al tavolo, la Spd lo farà, ha spiegato Schulz, che ha anche annunciato di ricandidarsi alla guida del partito, al congresso, e di «contare su un'ampia maggioranza». Il riottoso leader socialdemocratico ha poi lasciato cadere la domanda su una propria eventuale partecipazione all'esecutivo guidato da Angela Merkel, lasciandosi di fatto aperta questa possibilità.

«In questa fase stiamo cercando un orientamento», ha affermato ribadendo che «nessuna opzione è fuori dal tavolo» per ora. Anche quella di un governo di minoranza, dunque, o il voto. E sia chiaro: «è l'Unione a cercare noi, non il contrario». «I socialdemocratici si trovano come sempre col cerino in mano», ha aggiunto la capogruppo parlamentare Andrea Nahles qualche ora dopo, ma intanto «senza la Spd le cose non funzionano».

Merkel e Schulz hanno entrambi citato le aspettative dell'Europa e la necessità di un governo stabile. «Tutti guardano la Germania», ha detto Schulz, sottolineando che il rafforzamento dell'Ue «è una priorità per i socialdemocratici», i quali hanno già messo dei paletti chiedendo che vi siano investimenti per istruzione ed edilizia. In realtà proprio sulle politiche europee Merkel potrebbe avere la sponda giusta, finalmente, grazie agli alleati «ritrovati». Con la Fdp lavorare con il presidente francese Emmanuel Macron sarebbe stato più difficile.
 
 

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