Keystone
ITALIA
02.01.2018 - 20:170

Quando scrivere "Ti amo" costa la denuncia

Ieri una coppia di giovani è stata sorpresa a scrivere il messaggio d'amore sul muro sotto il ponte Vespucci

FIRENZE - Scrivi "Ti amo" sul muro e prendi una denuncia. Si allunga la serie di innamorati che scrivono o lasciano disegni in luoghi pubblici, e poi li scoprono. L'ultima volta a Firenze, a Capodanno. Presi dal sentimento, innamorati poco prudenti vogliono lasciarne traccia. E scrivono, felici, senza controllare di non essere visti. Ma capita che il momento lieto venga turbato da multe e denunce.

Ieri in pieno giorno a Firenze una coppia di giovanissimi è stata "beccata" da una certa distanza da due militari dell'Esercito messi di guardia al consolato degli Stati Uniti. La pattuglia li ha notati sulla sponda opposta dell'Arno mentre, con vernice spray rosa, tracciavano qualcosa sul muro sotto il ponte Vespucci. Una parete, peraltro, molto "gettonata" dai writers. I soldati hanno chiamato il 113 e fatto controllare. Risultato, la polizia ha denunciato per imbrattamento un 19enne e una ragazza di 17 anni. Scrivevano proprio "Ti amo".

Non sono comunque i primi né saranno gli ultimi. Proprio a Firenze altro caso analogo, recente, ai primi di dicembre. Due turiste straniere furono sorprese dai vigili al Ponte Vecchio. Forse rapite dal fascino dei luoghi, disegnarono un cuore sul lungarno Archibusieri, sotto vincolo architettonico, e aggiunsero una scritta in turco. Morale, denuncia - con rischio da tre mesi a un anno di reclusione, causa luogo pregiato - e multa da 160 euro. In Italia dagli archivi emerge una girandola di vicende simili. Nel mirino specialmente monumenti e scuole. Come all'Istituto tecnico di Foligno (Perugia) dove un 17enne fu denunciato per un "Bambolina ti amo" vergato sull'intonaco. O a Villa Rosebery, a Napoli, residenza del Presidente della Repubblica italiana: qui la denuncia fu per un 24enne accusato di danneggiamento di beni dello Stato. Il giovane testimoniava l'amore per tale Roberta.

Tra i tanti casi, scalpore a Pisa nel 2012 dove un cinese incise il suo nome e quello di un amico sui preziosi marmi del Duomo. Il sacrilegio gli costò arresto e due giorni di cella; poi rimediò con 600 euro di multa e tante scuse alla città. A Torre del Lago (Lucca) fece leva l'anima (e l'arte) di Giacomo Puccini: forse ispirato dalle immortali storie d'amore del compositore, un romeno scrisse con vernice 'Ti amo' per una ragazza sulle panchine del Belvedere dedicato al musicista. Scattò la denuncia: l'area è vincolata, passanti scandalizzati videro e chiamarono i vigili.

Invece nel 2009, vicino a Trento un padre ripulì un muro del Comune per evitare la denuncia al figlio di 18 anni che, col fatidico "Ti amo", celebrava il primo anno di storia con una 15enne. Messo peggio di tutti, però, sembra un 27enne, un pugile di Palermo: nel 2011 scrisse "Ti amo" su un muro e firmò pure. Da allora ha combattuto una battaglia giudiziaria prima come indagato, poi come "processato" fino a prescrizione del reato. Il danno lo ha subito nella carriera sportiva: la scritta è costata l'accesso ai gruppi sportivi delle forze di polizia.

C'è chi cerca, comunque, soluzioni. A Firenze l'Opera del Duomo sembra aver risolto la faccenda mettendo un tablet a disposizione dei turisti in coda al campanile di Giotto. Possono lasciare qui frasi e graffiti con mouse e tastiera. E le "creazioni" restano sempre indelebili: ma dentro la memoria del computer, non più sui marmi antichi. Oppure ispirarsi alla celebre canzone e scrivere t'amo sulla sabbia: il vento se lo porterà via evitando però la denuncia.

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-18 18:50:16 | 91.208.130.87