Keystone
ISRAELE
07.12.2017 - 14:270

Gerusalemme capitale, monta la protesta

È aumentata di intensità e di partecipazione la manifestazione in corso davanti la porta di Damasco, all'ingresso della Città Vecchia

GERUSALEMME - È aumentata di intensità e di partecipazione la manifestazione in corso davanti la porta di Damasco, all'ingresso della Città Vecchia di Gerusalemme. Dopo aver pregato inginocchiati di fronte la Porta, decine di giovani hanno ripreso ad intonare slogan contro la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele. Non si sono verificati incidenti, tranne qualche piccola scaramuccia. La polizia israeliana finora non e' intervenuta ma con transenne ha sbarrato ai dimostranti quell'accesso alla Città Vecchia.

Russia preoccupata - La Russia è preoccupata dalla decisione del presidente americano Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. «A Mosca - riferisce il ministero degli Esteri russo - le decisioni dichiarate da Washington sono state accolte con seria preoccupazione. La preoccupazione è suscitata anche dal fatto che la nuova posizione americana su Gerusalemme rischia di complicare ulteriormente la situazione nei rapporti israeliano-palestinesi e nella regione in generale».

«Ci vuole calma» - «Perciò - prosegue il il ministero russo - chiediamo a tutte le parti coinvolte di dimostrare calma e rinunciare ad azioni che potrebbero provocare conseguenze pericolose e non controllate». Secondo Mosca, inoltre, «un'attenzione particolare deve essere prestata alla garanzia di accesso libero di tutti i credenti ai luoghi sacri di Gerusalemme».

Abu Mazen da re Abdallah - Il presidente dell'Anp Abu Mazen si è recato oggi ad Amman per consultazioni urgenti con re Abdallah. Secondo l'agenzia di stampa Wafa, al colloquio hanno preso parte l'erede al trono hashemita Hussein, il segretario del Comitato esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) Saeb Erekat e i responsabili dell'intelligence delle due parti: il palestinese Majid Faraj e il giordano Attallah Khairi.

In serata telefonata Putin-Erdogan - Il presidente russo Vladimir Putin discuterà con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan al telefono della situazione in Medio Oriente alla luce della decisione degli Stati Uniti di trasferire la propria ambasciata in Israele a Gerusalemme. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. «Il nodo principale [della telefonata] è la situazione in Medio Oriente in seguito alla decisione del presidente degli Stati Uniti di spostare la missione diplomatica statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme», ha detto. Lo riporta la Tass.


 

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Ultimo aggiornamento: 2017-12-11 08:17:23 | 91.208.130.86