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STATI UNITI
06.11.2017 - 15:390

Strage in Texas: uccisi 12-14 bambini. Il killer si è sparato

L'ex compagno di classe: «Devin Kelley era ateo». Al killer fu negata la licenza per le armi

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SAN ANTONIO - Fra le 26 vittime della strage del Texas ci sono 12-14 bambini. Lo riporta Usa Today citando fonti della polizia.

Il killer si è sparato dopo l'inseguimento - Il killer, Devin Kelley, si è sparato ed è morto per le ferite da arma da fuoco che si è inflitto. Lo riporta la Cbs, secondo le quali Kelley è stato inseguito da due uomini dopo essere fuggito dalla chiesa che aveva assaltato.

«Ci sono stati dei colpi di arma da fuoco sparati fra i due uomini e il killer», afferma lo sceriffo Joe Tackitt. In seguito, l'auto del killer è finita fuori strada. «Al momento riteniamo che il killer si sia sparato».

L'ex compagno di classe: «Il killer era ateo» - «Il killer era ateo e prendeva in giro chi credeva in Dio». Lo afferma un ex compagno di classe di Kelley al liceo New Braunfels, citato dai media americani.

«È stato il primo ateo che ho incontrato. Aveva un figlio o due, una vita abbastanza normale, anche se ultimamente sembrava depresso», dice Patrick Boyce, l'ex compagno di Kelley.

Intanto Usa Today, che cita fonti della polizia, riporta che la suocera e il suocero di Kelley frequentavano di tanto in tanto la chiesa teatro della sparatoria.

Al killer fu negata la licenza per le armi - L'autore della strage nella chiesa in Texas si vide negata la licenza necessaria per possedere armi nello Stato. Lo rende noto il governatore Greg Abbott.

Kelley fu accusato di crudeltà contro gli animali - Kelley era stato in passato accusato di crudeltà contro animali, in Colorado. È quanto emerge da documenti giudiziari.

L'episodio cui si fa riferimento risale all'estate del 2014, all'epoca Kelley viveva in una in una casa mobile a Colorado Springs. Fu sottoposto a sanzione e a pagare danni per 368 dollari.

Morti per armi in aumento negli ultimi due anni - Per il secondo anno consecutivo negli Usa le morti da armi da fuoco sono in aumento, dopo un periodo di relativa stabilità. Lo rivelano i dati appena pubblicati dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) americani, proprio nei giorni dell'ennesima strage.

Tra il 2015 e il 2016, affermano gli esperti, il tasso di morti per arma da fuoco è passato da 11 ogni 100mila abitanti a 12, mentre tra il 2011 e il 2014 era rimasto stabile. Tradotta in cifre assolute, la statistica indica un passaggio da 36mila a oltre 38mila vittime, per il 60% circa suicidi. «Il fatto che stiamo vedendo un aumento dopo un lungo periodo è preoccupante», spiega Bob Anderson, capo della divisione statistica. «È una crescita importante per un solo anno».

Anche nel primo trimestre del 2017, afferma l'esperto, si vede un aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Oltre ai suicidi, in circa il 36% dei casi, corrispondenti nel 2016 a quasi 11mila, le morti sono dovute ad omicidi, mentre il resto sono morti per cause accidentali o per interventi delle forze dell'ordine. «In generale i tassi sono maggiori nei mesi centrali e alla fine dell'anno, mentre gli omicidi sono più comuni d'estate», osserva lo specialista.
 


 
 

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-23 12:18:00 | 91.208.130.86