ITALIA
19.01.2017 - 16:530

«Speriamo in sacche d'aria anche corpose»

Il portavoce del soccorso alpino del Lazio Walter Milan spiega come stanno procedendo le operazioni

PESCARA - Il fronte della valanga che ieri ha travolto l'hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) è di oltre 300 metri ed ha investito l'intera struttura turistica. In alcuni punti gli accumuli nevosi superano i cinque metri di altezza. Lo ha indicato il portavoce del soccorso alpino del Lazio Walter Milan ai microfoni di un'emittente privata italiana.

«Siamo qui da questa notte. Il lavoro continua in maniera molto importante. Abbiamo 30 dei nostri tecnici che stanno operando sulla valanga. Abbiamo un'unità cinofila e però, sapete, il lavoro è molto, molto complesso. Questa valanga è lunga più di 300 metri di fronte e ha investito gran parte della struttura, per cui il lavoro è molto delicato. Ci sono accumuli che arrivano a cinque metri di altezza, quindi una quantità di neve veramente notevole», ha affermato Milan, che si trova sul luogo della tragedia.

«Gran parte della struttura è completamente trasfigurata. È stata spostata di diversi metri proprio dalla forza d'urto della valanga. La stessa valanga prima di impattare contro l'albergo ha raso al suolo anche un bosco nei pendii superiori, quindi si può immaginare la forza della valanga. La neve, trascinandosi verso valle porta con sé legname, alberi, a volte pietre, quindi acquisisce una forza ancora maggiore. Basti pensare comunque che, per dare un'idea, un metro cubo di neve può arrivare a pesare una tonnellata circa. Per cui immaginate un fronte lungo 300 metri che capacità distruttiva può avere».

Sulla possibilità di trovare superstiti Milan ha chiarito: «Mah, le speranze ci sono. Queste valanghe sono valanghe particolari perché avendo investito un edificio possono crearsi delle sacche d'aria anche corpose, per cui noi lavoriamo come se fosse il primo minuto. Stiamo operando in maniera molto metodica e organizzata. Abbiamo suddiviso la zona di intervento in micro aree e tutte queste micro aree vengono analizzate, censite, sondate dalle squadre dei nostri tecnici del soccorso alpino».

Le unità cinofile hanno portato i soccorritori subito verso i due uomini estratti vivi nei primissimi momenti, «quando le nostre squadre hanno raggiunto il fronte della valanga. E poi anche per i cani è abbastanza difficile operare contando la specificità di questa valanga che è a metà neve, metà reperti, parti di edificio. Comunque sicuramente i cani sono ausili preziosi per indirizzare poi i sondaggi più organizzati da parte dell'uomo», ha aggiunto Milan.

«Ci son state difficoltà, ovviamente, legate all'ambiente per raggiungere il luogo della valanga, però bisogna ricordare che al momento c'è il soccorso alpino con più di trenta tecnici al lavoro, però ci sono anche i vigili del fuoco, ci sono gli uomini della finanza, per cui, diciamo, le forze sono più che sufficienti. E il tempo per raggiungere il luogo dell'evento è stato dovuto alle condizioni veramente eccezionali delle strade. Abbiamo dovuto impiegare, e chiedere all'Ente nazionale per le strade (Anas), tramite il dipartimento di protezione civile, una fresa molto grande per aprire la strada, e poi quando la fresa non ce l'ha più fatta, abbiamo indossato gli sci e abbiamo proseguito come sappiamo fare noi del soccorso alpino con tecniche alpinistiche fino raggiungere l'hotel", ha concluso.

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