Keystone
ITALIA
01.01.2018 - 18:100

Per il 2018 il Papa chiede accoglienza

Il Pontefice ha anche ricordato l'importanza delle donne nella Chiesa

CITTÀ DEL VATICANO - Aprire il 2018 nel segno dell'accoglienza, con l'attenzione all'altro, a partire dai migranti e rifugiati «che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace». Lo ha detto oggi il Papa chiedendo di mettersi al servizio di qualsiasi vita umana: «Ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda e persino ripugnante, va accolta, amata e aiutata».

Papa Francesco ha aperto il 2018 con la Messa dedicata alla solennità della Madre di Dio. Poi l'Angelus in Piazza San Pietro alla presenza di 40mila fedeli. Anche ieri c'era stato per il pontefice un doppio appuntamento pubblico: l'Angelus e nel pomeriggio il Te Deum, la tradizionale preghiera di ringraziamento per l'anno appena trascorso.

Oggi Papa Francesco ha anche invitato a «ritagliare ogni giorno un momento di silenzio con Dio»: «è custodire la nostra anima; è custodire la nostra libertà dalle banalità corrosive del consumo e dagli stordimenti della pubblicità, dal dilagare di parole vuote e dalle onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore».

Poi, partendo proprio dall'esempio di Maria, ha ricordato l'importanza delle donne nella Chiesa: «il dono di ogni madre e di ogni donna è tanto prezioso per la Chiesa, che è madre e donna. E mentre l'uomo spesso astrae, afferma e impone idee, la donna, la madre, sa custodire, collegare nel cuore, vivificare». «Perché la fede non si riduca solo a idea o dottrina - ha aggiunto -, abbiamo bisogno, tutti, di un cuore di madre, che sappia custodire la tenerezza di Dio e ascoltare i palpiti dell'uomo».

Nell'Angelus ha poi "benedetto" le tante iniziative di pace, in risposta anche al suo appello per la Giornata Mondiale, dalla marcia di ieri a Sotto il Monte, il paese del bergamasco di Giovanni XXIII, promossa da Cei, Caritas, Pax Christi e Azione Cattolica, e le tante manifestazioni messe in campo oggi dalla Comunità di Sant'Egidio, compresa la marcia che si è tenuta a Roma e si è conclusa proprio con l'Angelus del Papa.

Poi un augurio al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e a tutto il Paese affinché sia un 2018 di «serenità». Mentre il 2017 «che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l'abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, con menzogne e ingiustizie», aveva sottolineato il Papa ieri al Te Deum, l'ultima celebrazione dell'anno che ha visto in basilica anche la sindaca di Roma Virgina Raggi. E proprio per i romani è stato l'ultimo pensiero del 2017 del Vescovo di Roma: «Provo un senso di simpatia e di gratitudine per tutte quelle persone che ogni giorno contribuiscono con piccoli ma preziosi gesti concreti al bene di Roma». Romani che «non si piangono addosso, né covano risentimenti e rancori, ma si sforzano di fare ogni giorno la loro parte per migliorare un po' le cose»; «artigiani del bene comune, che amano la loro città non a parole ma con i fatti».

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Ultimo aggiornamento: 2018-01-21 23:43:39 | 91.208.130.86