ITALIA
08.11.2017 - 14:490

Eletto la domenica, arrestato il mercoledì: consigliere siciliano in manette

Era fra gli "impresentabili". È accusato di evasione fiscale per 1,75 milioni di euro

PALERMO - Nemmeno tre giorni. Tanto è passato dall’elezione di Cateno De Luca a consigliere regionale della Sicilia con 5'418 voti prima che il politico finisse in manette. L’esponente di Udc-Sicilia Vera - che sosteneva il candidato presidente di centro-destra Nello Musumeci - è stato arrestato questa mattina per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale.

De Luca, insieme a un complice, avrebbe messo in piedi «un complesso reticolo societario» che, attraverso un «sofisticato sistema di fatturazioni fittizie» gli avrebbe permesso di evadere imposte per «1,75 milioni di euro» (ca. 2 milioni di franchi), si legge nel decreto d’accusa. De Luca si trova ora agli arresti domiciliari.

Non è una sorpresa che il politico di centro-destra abbia simili grane legali. Era infatti fra gli “impresentabili”, quella schiera di candidati alle regionali siciliane con condanne o procedimenti in corso. De Luca, in particolare, era stato arrestato nel 2011 per tentata concussione e abuso d’ufficio. Dopo essere arrivato in Cassazione, il processo è tornato a Messina ed è ancora in corso. Assolto in un altro processo sulle sue spese in qualità di capogruppo all’assemblea regionale (De Luca è già stato deputato a Palermo), è stato comunque condannato dalla Corte dei conti al pagamento di 13mila euro (ca. 15mila franchi).   

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-24 21:15:36 | 91.208.130.86