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ITALIA
16.02.2017 - 09:300

Venezia soffocata dai turisti: «Ci vogliono il numero chiuso e uno Stato federale»

In una lettera aperta al Corriere, il presidente Luca Zaia non perde l’occasione di rilanciare il suo referendum

VENEZIA - Lo spunto è un editoriale dello storico Ernesto Galli della Loggia apparso mercoledì sul Corriere della Sera: Venezia è al collasso, calpestata, sporcata, intasata, svuotata dei suoi abitanti e costretta a riempirsi di chioschetti, fast food e negozi di chincaglieria da una quantità di turisti spropositata («30 milioni all’anno» assicura l’editorialista citando i pernottamenti e includendo presumibilmente anche il turismo balneare. Oltre 4 milioni di arrivi in città - cui vanno aggiunte le visite in giornata -  stima il Comune). A rispondere all’appello - ricorrente sulla stampa italiana - è questa volta il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che presenta la sua ricetta per la città: numero chiuso e autonomia del Veneto.

«Io credo al numero chiuso. Venezia non può sopportare più di un certo numero di visitatori al giorno quindi i flussi vanno rigorosamente regolamentati», dichiara il leghista tornando su un progetto spesso riproposto. Il numero chiuso, continua, è da preferire assolutamente a una tassa d’ingresso per ridurre gli arrivi: «Venezia deve restare alla portata di tutti», sottolinea.

Zaia, tuttavia, non perde l’occasione per promuovere un punto che sta al centro della sua agenda politica degli ultimi anni: l’indizione di un referendum sull’autonomia del Veneto. «Roma resta ladrona», premette il presidente regionale denunciando la negativa ingerenza dello Stato centrale nella regolamentazione dell’ingresso delle grandi navi da crociera in laguna e nel cantiere per la costruzione delle paratie mobili contro le maree (Mose).

«La soluzione è una soltanto: l’autonomia del Veneto e uno Stato federale», continua. Il riferimento è al referendum consultivo sull’autonomia regionale che Zaia sta tentando di organizzare in Veneto. L’obiettivo: uno statuto sul modello altoatesino. Una prima consultazione (sull'indipendenza) era stata bocciata nel 2015 dalla Corte Costituzionale e la Regione sta tuttora risarcendo i circa 1’300 donatori che l’avevano sostenuta. «Dopo anni, ora, la Corte Costituzionale lo ha ammesso», assicura Zaia, che promette di andare al voto in concomitanza con le amministrative o comunque in primavera.       

 

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-18 07:23:10 | 91.208.130.87