«L’energia grigia degli alimenti è la quantità di energia consumata nel ciclo di vita dei prodotti. Si tratta per esempio del calore e dell’elettricità necessari per produrre ed elaborare gli alimenti, del carburante usato per il trasporto, dell’imballaggio dei prodotti nonché del fabbisogno termico ed elettrico per l’immagazzinaggio, la vendita e la preparazione», spiega Matthias Stucki, responsabile del gruppo di ricerca sull’analisi del ciclo di vita presso la Scuola superiore di scienze applicate di Zurigo (ZHAW). Qual è per esempio il consumo energetico del cervelat?
ENERGY CHALLENGE
01.08.2017 - 07:000

Quanta energia grigia si nasconde nel mio cervelat?

Produzione, trasporto, stoccaggio e confezionamento influiscono sul bilancio energetico degli alimenti. Tuttavia è difficile fare un calcolo esatto

 

A dicembre 2016, 20 Minuti ha voluto scoprire cosa, secondo i propri lettori, è tipicamente svizzero mettendo a confronto 40 tra caratteristiche, conquiste e cibi del territorio elvetico, dal quadrilinguismo alla democrazia diretta passando per la cioccolata. Dopo circa tre milioni di duelli si è finalmente giunti a un risultato: a contendersi i primi posti della classifica, però, non sono stati la nostra forma di governo o la neutralità, bensì il cibo. Alla fine la vetta è stata conquistata dalla fondue, che ha avuto la meglio sul cervelat per un soffio. A poca distanza dal podio si è poi classificato il cioccolato svizzero, che ci rende famosi all’estero, preceduto al terzo posto dalla puntualità. Al quinto posto i lettori hanno votato l’eterna lotta tra i clienti affezionati di Migros e quelli di Coop. Il sociologo François Höpflinger non è rimasto stupito dal risultato. «Le persone si identificano più facilmente con degli oggetti piuttosto che con dei concetti astratti come la neutralità». E il cibo è qualcosa che fa parte del quotidiano.

Nella stagione calda nel nostro paese i cervelat compaiono sulle tavole molto più spesso della fonduta. Gli svizzeri sono da sempre grandi appassionati di grigliate e negli ultimi anni da noi quella del barbecue è diventata una vera e propria arte. Nel 2014 è stato rilevato che lo svizzero medio è disposto a spendere sempre di più per un barbecue di qualità e su vari siti di ricette si trovano sempre più suggerimenti per le grigliate che vanno ben oltre i semplici consigli sulla preparazione della carne.
Oggi, ad esempio, sulla griglia fanno sempre più spesso la loro comparsa anche verdura, contorni o addirittura dessert. Ma il grande classico resta sempre il cervelat.

Ogni fase del ciclo di vita dei prodotti richiede energia

Ma quanta energia grigia si nasconde in questo tipico prodotto svizzero? «L’energia grigia degli alimenti è la quantità di energia necessaria nel ciclo di vita dei prodotti. Si tratta, ad esempio, del fabbisogno di calore ed elettricità in fase di produzione e lavorazione dei cibi, del carburante necessario al trasporto, degli imballaggi dei prodotti, nonché dell’energia elettrica e del calore necessari per lo stoccaggio, la vendita e la preparazione», spiega Matthias Stucki, responsabile del gruppo di ricerca sul bilancio ecologico presso l’Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW).
Ad esempio se analizziamo i cervelat dovremo considerare l’allevamento di bovini e suini nonché la produzione del mangime per gli animali, il consumo di carburante per il trasporto con i camion, il consumo di energia elettrica per il macello e la refrigerazione delle salsicce in fase di stoccaggio, la produzione di plastica per la confezione, la corrente necessaria per la luce e la refrigerazione al momento della vendita nei negozi, la produzione della carbonella per il barbecue e lo smaltimento della confezione. «Di solito la maggior parte dell’energia si impiega per la produzione del mangime per gli animali. Servono quasi due tonnellate di latte e fieno per allevare un vitello portandolo a un peso vivo di circa 200 chili», dichiara Stucki.

«Ogni agricoltore produce in modo leggermente diverso»

Tuttavia è difficile quantificare con precisione l’energia grigia o il bilancio energetico degli alimenti: «Per calcolare l’impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita del prodotto spesso servono molti dati e informazioni che non sono riportati sulla confezione, ad esempio quelli relativi alla quantità di mangime somministrato ai vitelli». Dal momento che spesso vi sono delle differenze nella produzione che possono influire notevolmente sul risultato, non è possibile generalizzare. Secondo Stucki questo vale in particolare per i prodotti agricoli: «Ogni agricoltore produce in modo un po’ diverso». Nel box informativo sono riportati dei suggerimenti per migliorare il bilancio energetico dei prodotti alimentari.

Suggerimenti per migliorare il bilancio energetico dei prodotti alimentari

Matthias Stucki, responsabile del gruppo di ricerca sul bilancio ecologico presso la ZHAW, svela alcune regole generali da seguire per ridurre il più possibile la quota di energia grigia nei cibi.

  • Rinunciare regolarmente ai prodotti animali come carne, uova e latte, poiché i cibi di origine vegetale richiedono quasi sempre meno energia grigia rispetto a quelli animali.
  • Preferire gli alimenti provenienti dall’Europa o trasportati via nave. Il trasporto aereo di prodotti freschi provenienti da altri continenti è quello che richiede più energia.
  • Acquistare verdura di stagione coltivata all’aperto anziché ortaggi prodotti in serre riscaldate.
  • Dare valore al cibo e acquistare solo ciò che si consumerà a breve. Utilizzare anche gli avanzi. In questo modo si eviterà di sprecare cibo prezioso.

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