Luca Piva
LUGANO
05.09.2017 - 06:000

LuganoMusica, Francesco Hoch prima di Chailly

La stagione ufficiale di concerti ed eventi culturali del LAC di Lugano punta forte sulla musica contemporanea

LUGANO - LuganoMusica, la stagione ufficiale di concerti ed eventi culturali del LAC di Lugano, prenderà avvio sabato 16 settembre con un’apertura nel segno del coraggio e della novità: sarà infatti la musica contemporanea, che spesso è ingiustamente la "Cenerentola" delle sale da concerto, a inaugurare il cartellone 2017/18 con una serie di composizioni di Francesco Hoch, il decano dei compositori ticinesi, fra cui spicca una commissione di LuganoMusica, “Il pendolo delle passioni”, composto appositamente per la Hall del LAC, le cui caratteristiche architettoniche sono state prese in considerazione sia per l’organico (voci e percussioni) sia per lo svolgimento dell’azione (sulle scale, sui balconi e negli ascensori).

Il programma del concerto verrà completato da altre due prime esecuzioni: “Piume di vento” per flauto dolce solo (prima esecuzione in Ticino) e “DADARP” (per quartetto vocale), in prima esecuzione assoluta. Scritto nel 2016, l’anno del centenario della creazione di Dada, si riferisce alla famosa corrente artistica nata a Zurigo e al grande pittore Hans Arp.

Il concerto – che sarà gratuito, si terrà nella Hall del LAC per garantire la massima libertà di accesso, e verrà proposto in due orari, alle 18.30 e alle 20.30 - vedrà in scena il Vox Altera Ensemble (Barbara Zanichelli, Alice Rossi, Federica Napoletani, Giovanna Bagutti, Peter Gus, Juan Manuel Bernal Jimenez, Renato Cadel).

Si tratta del primo di tre appuntamenti che LuganoMusica dedicherà a compositori viventi, che sostituiranno per questa nuova stagione la figura dell’artista in residence. Oltre a Hoch, i compositori ospiti al LAC saranno il tedesco Jörg Widmann (25 gennaio 2018) e l’italiano Fabio Vacchi (6 febbraio 2018).

L’avvio della stagione in abbonamento sarà invece affidata lunedì 18 settembre alle ore 20.30 nella Sala Teatro del LAC  alla bacchetta di Riccardo Chailly, che dirigerà la Filarmonica della Scala nella dodicesima sinfonia di Dmitrij Šostakovič, intitolata “Anno 1917”: scritta nel 1961 come omaggio alla memora di Lenin e della Rivoluzione russa, sarà l’occasione per ricordare che quest’anno cade il primo centenario da quegli avvenimenti storici che sconvolsero il mondo. Solista il violinista David Garrett sul Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Alle ore 19.00 è in programma un incontro pre-concerto in Sala 4 (prenotazione obbligatoria).

Domenica 17 settembre prenderà avvio anche il ciclo “Early Night Modern” (realizzato in coproduzione con OGGIMUSICA), nel quale, prendendo spunto da alcuni dei compositori che saranno eseguiti durante i concerti in Sala Teatro (Šostakovič, Prokofev, Mozart, Strauss, ecc.) si alterneranno vari strumenti (percussione, sassofono o cantanti) ma anche espressioni artistiche diverse come film di animazione. L’appuntamento di domenica 17 settembre alle ore 11 sarà “Šostakovič Reloaded”, in vista del concerto diretta da Chailly la serata successiva, e proporrà film d’animazione e film muti musicati dal vivo dal quartetto Stones4Cinema, un’insolita formazione con strumenti di pietra e una tastiera Fender Rhodes (Dominik Dolega, Matthias Brodbeck e Felix Perret, percussioni / Mathias Steinauer, tastiera). Tariffa Fr. 15 franchi, posto non numerato. Entrata gratuita per gli abbonati a LuganoMusica, i soci di OGGIMUSICA e chi ha acquistato il biglietto per il concerto del 18 settembre.

Per il resto della Stagione, che proseguirà fino a giugno 2018, sono molti gli artisti che, dopo aver suonato al LAC, si sono dichiarati così entusiasti della magnifica Sala Teatro e del suo caloroso pubblico, che non hanno esitato a confermare la loro disponibilità anche per la terza stagione. Oltre a Charles Dutoit, che concluderà il triennale Ciclo Stravinskij, torneranno nuovamente a Lugano due giganti del pianoforte come Murray Perahia (questa volta in récital solistico) e Radu Lupu, con un doppio appuntamento, che lo vedrà protagonista di un récital e di un concerto con la Royal Philharmonic Orchestra.

Anche Bernard Haitink sarà di ritorno, nell’ambito di un nuovo ciclo di concerti per Pasqua, imperniati attorno alla presenza in residence dell’Orchestra Mozart. Il ciclo si articolerà in due eventi sinfonici e in diversi momenti collaterali, di cui i maestri della Mozart saranno protagonisti sia in formazione completa che in svariati organici da camera.

Nuovi visi, invece, saranno quelli di David Zinman, Mariss Jansons, Vladimir Jurowskij, Philippe Jordan  e Andres Orozco-Estrada, che rappresentano diverse generazioni di sommi direttori d’orchestra. Riccardo Chailly e Leif Ove Andsnes saranno ospiti regolari in città e calcheranno il palcoscenico del LAC per la prima volta. Approderà finalmente a Lugano, con Miloš Popović, anche la pianista portogheseMaria João Pires, cui motivi di salute avevano impedito di essere presente al primo invito. Un’altra presenza assai attesa è quella del salisburghese Hagen Quartett.

Stellari le orchestre ospiti: oltre alla Filarmonica della Scala, la London Philharmonic Orchestra, la Symphonie-Orchester des Bayerischen Rundfunks i Wiener Symphoniker e l’Orchestra della Radio di Francoforte, senza naturalmente dimenticare la compagine di casa, l’Orchestra della Svizzera italiana.

Tra i tanti solisti spiccano i violinisti David Garrett e Julian Rachlin; i pianisti Yefim Bronfman e Rudolf Buchbinder, i violoncellisti Gautier Capuçon e Truls Mørk .

Prosegue il ciclo dei quartetti concentrati, come è ormai consuetudine, in un unico weekend di aprile, durante il quale sarà possibile ascoltare pagine della tradizione classico-romantica, da Haydn a Mendelssohn, accostate a capolavori del Novecento firmati da Debussy, Webern, Ligeti. Tutte nuove per il LAC le formazioni ospiti: il Quartetto Belcea, fondato dalla violinista rumena Corina Belcea e dal collega polacco Krzysztof Chorzelski; lo storico Prazák, considerato il miglior quartetto boemo in attività, e il più giovane Quartetto Van Kuijk, composto da quattro talentuosissimi ragazzi francesi.

La musica contemporanea rivestirà come sempre un ruolo di spicco nella programmazione di LuganoMusica, a partire dal concerto inaugurale del 16 settembre.

LuganoMusica ha infatti commissionato tre brani a tre compositori, provenienti da tre orizzonti diversi. Per primo, appunto, Francesco Hoch, per il doppio concerto del 16 settembre. Poi il tedesco Jörg Widmann, una delle personalità musicali più interessanti del mondo musicale. Ottimo clarinettista, è, allo stesso tempo, uno dei compositori più richiesti del momento. A lui, LuganoMusica, insieme a colleghi di grande prestigio (come la Carnegie Hall di New York, la Philharmonie di Parigi, la Wigmore di Londra e non solo) hanno commissionato un quintetto per il suo proprio strumento ed archi. Infatti il Quartetto Hagen sarà l’altro grande protagonista della serata (25 gennaio 2018 – Sala Teatro – ore 20.30). Infine, Fabio Vacchi compositore italiano di grandi affreschi sinfonici e anche di brani molto raccolti, ha scritto un brano per pianoforte solo che verrà eseguito da Andrea Lucchesini. Fabio Vacchi ha scritto recentemente per l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia su commissione di Riccardo Chailly ma anche per Riccardo Muti (Festival di Salisburgo) e per Claudio Abbado. Inoltre è autore di quartetti, di musica solistica e musiche per il cinema (6 febbraio 2018 – Sala Teatro – ore 20.30).

Non verrà però eseguita solo musica di compositori contemporanei. Per il 25° anniversario della morte di Olivier Messiaen, LuganoMusica (in collaborazione con la RSI) presenterà un pezzo per pianoforte solo, appena ritrovato nell’archivio del sommo francese. Roger Muraro (che è stato molto legato a Messiaen) ne proporrà la prima esecuzione svizzera (11 novembre 2017 – Studio Radio di Besso – ore 17.00).

Ognuna di queste “prime” verrà accompagnata da conferenze e incontri di approfondimento.

Si riconfermano, con una nuova formula, gli appuntamenti in partnership con OggiMusica, che prevedono la rilettura in chiave contemporanea, in concomitanza con alcuni concerti, di pagine di grandi compositori. Da LateNightModern si passa da quest’anno a EarlyNightModern, con un’anticipazione oraria degli appuntamenti, prima dei concerti in sala.

Prendendo spunto da alcuni dei compositori che saranno eseguiti durante il concerto in Sala Teatro (Šostakovič, Prokofev, Mozart, Strauss, ecc.) si alterneranno vari strumenti (percussione, sassofono o cantanti) ma anche espressioni artistiche diverse come film di animazione. Saranno tre le prime assolute : di Nadir Vassena, Carlo Ciceri e Tobias Krebs.

Infine, all’elettronica, che ha segnato buona parte del cammino della musica contemporanea nel secondo Novecento, è dedicato il ciclo EAR - Electro Acoustic Room, con 6 date in cui si ripercorrono pietre miliari del XX secolo e tappe più recenti di un modus di fare musica che, senza che ce ne rendiamo conto, ci circonda tutti i giorni. EAR è un progetto di Spazio21 del Conservatorio della Svizzera italiana in coproduzione con LuganoMusica.

Anche quest’anno vengono riproposti gli incontri intitolati “Quello che avete sempre voluto sapere sulla musica ma non avete mai osato chiedere”, sei momenti pre-concerto condotti da Enrico Parola e dal direttore artistico Etienne Reymond, durante i quali il pubblico potrà conoscere meglio i capolavori presentati nella serata ed alcuni fra gli artisti ospiti, saziando ogni tipo di curiosità musicale.

Interessante infine l’offerta di approfondimento raccolta nel format LAC edu. In Ascoltare due volte, un interprete presenta, analizzandola, un’importante opera musicale. Ospite eccezionale di quest’anno è il soprano Luisa Castellani, interprete di tantissime prime assolute di musica contemporanea, qui alle prese con una pagina capitale del Novecento come la Sequenza n. 2 per voce sola di Luciano Berio. Tuffo nel passato invece con l’organista Giulio Mercati e i segreti del Temperamento. Torna anche Un Quadro Una Musica, con tre momenti finalizzati a indagare quali sonorità può evocare dentro di noi la visione di un quadro. Le tele – scelte tra le mostre temporanee e nelle collezioni del Museo d’Arte della Svizzera italiana – faranno da pendant visivo ad un’esecuzione musicale, eco sonora della materia pittorica.

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Ultimo aggiornamento: 2017-11-24 17:52:06 | 91.208.130.87