DUISBURG - A riempire il vuoto lasciato dalle 21 vittime della Love Parade a Duisburg ci sono ora solo candele e croci. Come quella al centro della cerimonia di commemorazione nella cattedrale della città alla presenza di tutte le maggiori autorità tedesche, a cominiciare dalla cancelliera Angela Merkel.
E, soprattutto, come quella scura, enorme, al centro del prato dello stadio cittadino. Semivuoto ma accessibile a chiunque, oggi, volesse rivolgere un ricordo a quei giovani arrivati in città una settimana fa per godersi una festa. In chiesa domina il nero, elegante e ufficiale. Angela Merkel è rientrata dalle ferie in Alto Adige per partecipare alla commemorazione, accanto al presidente della Repubblica Christian Wulff.
Il capo della chiesa luterana regionale, Nikolaus Schneider, ricorda, oltre al terrore provato dai giovani, lo shock dei soccorritori impotenti e il loro bisogno di aiuto. Il governatore della regione Nord-Renania-Westfalia porta la richiesta del padre di una delle vittime: "Che queste morti servano a qualcosa, siano di lezione per il futuro".
Delle vite spezzate di quei ragazzi, tra cui la ventunenne lombarda Giulia Minola, resta ora solo la fiamma delle candele accese per loro. In chiesa come allo stadio e all'imbocco di quel tunnel maledetto dove i ragazzi sono rimasti schiacciati.
"E' una strana sensazione", dice una donna, presente alla Love Parade. "Quando pensi che sarebbe potuto capitare a noi. E' impossibile descrivere questo sentimento". Ci ha provato qualcuno, con uno striscione: "Eravamo venuti con gioia", si legge. "Ora siamo morti, feriti e traumatizzati".