GERMANIA Quando fu Angela Merkel il portavoce dell'ultimo governo della DDR
Vent'anni fa gli elettori della Repubblica Democratica furono chiamati alle urne per rinnovare la Camera del Popolo. L'influenza dei partiti occidentali e la speranza tradita di una nuova DDR
BERLINO - Vent'anni fa, il 18 marzo del 1990, i cittadini della Repubblica Democratica furono chiamati al voto per rinnovare, per l'ultima volta, la Camera del Popolo. La macchina organizzativa dei partiti della Germania Occidentale si mise in moto, investendo ingenti capitali che, di fatto, influenzarono il voto di quella che doveva essere la volontà dei cittadini di rinnovare i poteri della Repubblica Democratica. I partiti occidentali investirono 40 milioni di marchi riuscendo a soffocare, di fatto, quella che era la spinta innovatrice dei movimenti popolari che chiedevano una nuova Repubblica Democratica.
A prevalere, infatti, fu l'Alleanza per la Germania (Allianz für Deutschland) formata dalla CDU, il partito di destra DSU (Deutschen Sozialen Union), e la DA (Demokratischen Aufbruch), gruppo politico socialecologico al quale aderì Angela Merkel, l'attuale cancelliere.
L'affluenza al voto fu altissima e raggiunse il 93%. Capo del governo fu eletto Lothar de Maizière che riuscì a formare una grande coalizione formata da Alleanza Conservatrice, SPD e liberali. Angela Merkel fu nominata portavoce di quello che è stato l'ultimo governo della Repubblica Democratica.
Un governo che durò poco. Il 24 luglio i liberali abbandonarono la coalizione. I ministri liberali restarono comunque in governo fino alla fine. Il 20 agosto anche la SPD si ritirò dalla coalizione e il governò restò in minoranza. Ma ormai il destino della DDR era segnato. La Camera del Popolo si sciolse definitivamente il 3 ottobre del 1990, data che coincise con la definitiva riunificazione delle due Germanie.
In una intervista pubblicata oggi ad Hans-Jochen Tschiche rilasciata al giornale "Neues Deutschland", (quotidiano che fu organo ufficiale della SED), si raccontano quei giorni che cambiarono la storia della Germania. Teologo, nel 1990 fu eletto alla Camera del Popolo nelle file del "Nuovo Forum" (Neues Forum), movimento politico popolare che chiedeva un nuovo corso e un rinnovamento nella politica della DDR.
Tschiche che già alla fine del 1989 ormai vide svanita la sua speranza di una nuova DDR, racconta di quanto i partiti occidentali abbiano influenzato il voto dei tedeschi democratici. Raccontando della sua DDR ha detto: "Ho sempre ritenuto la DDR un asilo dell'infanzia condotto malamente, da pedagoghi che ci hanno sempre detto cosa non fare e cosa non fare. La cosa che mi ha fatto sempre arrabbiare è il fatto che nella DDR è stato stravolto il senso del manifesto comunista. Manifesto in cui si diceva che è a partire dalla libertà individuale di potersi progredire e migliorare si sarebbero potuti creare i presupposti per il progresso di tutta la collettività. Purtroppo è stato fatto il contrario. Il partito stabiliva e fissava quello che bisognava fare, mentre all'individuo non restava nulla". Tschiche, comunque, ha aggiunto: "La DDR, però, non ha mai causato guerre, non ha mai ordinato stermini di massa. Non è dunque paragonabile al Terzo Reich e non è giusto considerarla come una "seconda dittatura tedesca".