TICINO "Quello che Incontro Democratico non ha..."
Raffaele De Rosa sospetta l’accordo elettorale tra socialisti e radicali per riconfermare i due rappresentanti radicali e il rappresentante socialista in Governo. Inoltre mette in guardia il PLRT sulle "continue lotte intestine che danneggiano i partiti di centro e la politica"
BELLINZONA - Continua a fare discutere Incontro Democratico. Alle polemiche interne al PLRT si aggiunge la dura critica dell'esponente del PPD Raffaele De Rosa che, attraverso un'editoriale su Popolo e Libertà intitolato "Una mano lava l'altra", denuncia una sorta di accordo elettorale tra socialisti e radicali per riconfermare, alle elezioni cantonali del prossimo anno, il seggio socialista e la doppia rappresentanza radicale in Consiglio di Stato. A dire il vero De Rosa non è contrario a nuove piattaforme di discussione politica, ma mette in dubbio la finalità della nuova associazione: “Non mi permetto di dare giudizi su Incontro Democratico, per carità – ha precisato il gran consigliere - Ma non mi vengano a dire che dietro a questa associazione non ci sia un accordo elettorale che prevede il sostegno dei socialisti ai radicali per confermare il doppio seggio e l’appoggio radicale ai socialisti per riconquistare il posto lasciato libero da Pesenti. Alla storia dell’associazione culturale non ci credo. La finalità politica è palese”.
I 6.000 voti socialisti a Sadis - Nell’articolo sull’organo ufficiale del PPD, De Rosa ricorda l’appoggio importante degli elettori socialisti di tre anni fa alla candidatura di Laura Sadis: “Non possiamo dimenticare che l'estromissione di Marina Masoni e l'elezione di Laura Sadis sia stata possibile solo grazie ai circa 6.000 voti preferenziali giunti all'onorevole Laura Sadis dal Partito Socialista. Questa è la realtà dei fatti, che piaccia o meno, senza esprimere giudizi di merito sulle figure, che certamente, rispetto e apprezzo, di Masoni e Sadis".
Gli elettori del PLRT hanno scelto Sadis - Laura Sadis ha vinto soltanto grazie ai voti provenienti dal Partito Socialista? Spulciando i dati, a dire il vero, la realtà dei fatti non è esattamente quella descritta da De Rosa. Laura Sadis, infatti, è stata eletta e preferita a Masoni anche dai soli elettori del PLRT, ricevendo 13.686 voti dal PLRT contro i 13.269 di Marina Masoni. I 5.769 voti giunti dal Partito Socialista sono risultati del tutto ininfluenti. "E’ vero, Sadis avrebbe vinto lo stesso, ma, in definitiva è finita patta. E ribadisco, la differenza l’hanno fatta i voti dei socialisti. In tutti i casi – spiega De Rosa - il mio ragionamento, molto semplice, si basava sul fatto che l’appoggio da sinistra a Sadis è stato molto importante. I radicali, l’anno prossimo, avranno due seggi da difendere e con l’aria che tira, per loro non sarà nient’affatto facile”.
La crisi dei partiti tradizionali - Avrà vita facile, invece l’area di centro-destra e, in particolare, l’ala liberale del PLRT? De Rosa non si esprime sulle diatribe liberali-radicali, ma preferisce allargare il discorso alla crisi dei partiti tradizionali : “Il mio discorso è più ampio e parte dal presupposto che i partiti storici, compreso il nostro, sono in perdita di velocità. Una crisi alla quale si aggiunge la possibilità per l’elettore di votare la scheda senza intestazione. Scheda senza intestazione votata dal Parlamento perché si pensava che riportasse alle urne i disaffezionati alla politica e ai partiti storici. Ma le ultime votazioni comunali hanno dimostrato che il numero di elettori è rimasto più o meno lo stesso, mentre a perdere sono stati ancora una volta i partiti tradizionali. Vedendo le difficoltà del PLR temo che ci sarà un maggiore ricorso di questa scheda proprio da quegli elettori del partito scontenti di questo modo di fare politica ”.
I grandi valori dei partiti di centro - De Rosa teme che, continuando con la politica dello show, della gazzarra e della polemica, alla fine a perderci siano proprio quei grandi partiti di centro in cui “ha da sempre prevalso l’incontro e lo scontro di anime differenti, ma dalle quali sono sempre scaturite le soluzioni per il bene del nostro cantone”. “Io sono dell’idea – ci ha spiegato De Rosa - che noi tutti ci stiamo dimenticando dei grandi valori dei partiti di centro. Il PPD è un partito interclassista, in cui valori e idee sono condivisi dal pensionato, dall’operaio, dall’imprenditore, dal ricco, dal povero, dal sindacalista e dal banchiere. Un pregio questo che, per esempio, Idea Democratica non ha. Quando Bertoli e Ducry si siedono attorno a un tavolo di che possono discutere e confrontarsi se entrambi vedono il mondo nello stesso modo? La cosa, invece, che io ritengo più interessante e stimolante è il confronto di idee che c’è nel nostro partito. E io penso che la discussione politica dovrebbe animarsi di questi confronti e di idee e visioni dalle quali possono scaturire, secondo me, interessanti soluzioni per il bene del nostro cantone.
Nel nostro partito, per esempio, nelle ultime votazioni cantonali, due dei tre seggi persi in Gran Consiglio appartenevano all’area sindacale (Butti e Ricciardi). Ma l’OCST non ha fatto rivoluzioni o creato malumori. Hanno accettato la sconfitta, si sono rimboccati le maniche e si prepareranno agguerriti più che mai, per riconquistare i seggi persi".
Il problema del PLRT e il pericolo della sfiducia nella politica - "I problemi nascono quando un’anima predomina sull’altra e nel PLRT mi sembra che a dominare nettamente sia l’ala radicale. Io cerco di guardare al mio orticello e spero che nel PPD le nostre anime riescano a convivere in futuro unite. Nel PLR, invece, è palese la lotta intestina. Gli attacchi più virulenti a Incontro Democratico, infatti, sono arrivati proprio dai loro colleghi di partito, a cominciare dai Righinetti e da Idea liberale. Molti personaggi politici prestandosi al gioco dei media alimentano polemiche che contribuiscono a ritorcersi contro l’interesse di tutto il partito. E’ chiaro che così si amplificano le divisioni e si alimenta la gazzarra che non porta a nulla, se non ad aumentare la sfiducia nella politica e nei partiti”.