LUGANO - Dopo cinque giorni di dibattimento la Corte delle assise criminali di Mendrisio, riunitesi a Lugano e presieduta da Marco Villa, ha condannato ieri tre cittadini africani per infrazione aggravata alla legge sugli stupefacenti. Due di essi sono richiedenti l'asilo, la ventisettenne camerunense Josephine Lieh Tah e il ventunenne nigeriano John Ike, mentre il terzo, Ernest Akwasi Adzayi di origine ganese, è in possesso di un permesso di soggiorno quale dimorante.
Le richieste formulate dal procuratore pubblico Andrea Maria Balerna, che aveva proposto pene di 4 anni e 6 mesi di reclusione per la ventisettenne camerunense e per il ventunenne nigeriano e di 5 anni e 3 mesi per il trentaduenne ganese, hanno trovato solo parzialmente conferma nelle condanne decretate dalla Corte che ha potuto accertare che il terzetto ha spacciato almeno un chilo di cocaina. Gli imputati sono quindi stati riconosciuti colpevoli di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti.
A favore della donna ha giocato una perizia psichiatrica discussa in aula che le ha valso l’attenuante della scemata responsabilità mentre nei confronti del ganese è valsa la prognosi favorevole determinata dal fatto che ha famiglia e permesso di soggiorno quale dimorante. Queste le pene: sedici mesi di carcere decisi dalla Corte nei confronti di Josephine Lieh Tah; due anni e mezzo invece a John Ike; tre anni, ma solo 18 mesi da scontare, a Ernest Akwasi Adzayi, l’unico ad aver prodotto documenti d’identità validi.