BERNA - Il ministro francese del bilancio Erich Woerth minaccia la Svizzera: iscrivere il segreto bancario nella Costituzione potrebbe costare molto caro alla popolazione elvetica, afferma Woerth in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano economico romando "L'Agefi". A suo avviso i tempi sono cambiati, il segreto bancario va abolito: finora qualcuno ha approfittato della situazione, ma ora occorre voltare pagina.
"Monaco, Belgio e Lussemburgo si sono impegnati a ratificare l'articolo 26 del codice di assistenza fiscale fra i membri dell'OCSE. La Svizzera non ha altra scelta che adeguarsi. Non serve a nulla giocare sul tempo, cosa che la Confederazione sa fare bene", sostiene il ministro. L'articolo in questione stipula che "in nessun caso uno stato può rifiutarsi di comunicare informazioni unicamente perché queste sono detenute da banche".
Se la Svizzera non imboccherà la strada scelta dalle altre nazioni, "si esporrà a seri rischi", minaccia il membro del governo di Parigi. "Figurerà sulla lista nera dei paradisi fiscali e potrà essere oggetto di sanzioni". Le misure di ritorsione saranno determinate dopo la riunione del G20 prevista in autunno.
E se il popolo svizzero dovesse iscrivere la garanzia della privacy nella Costituzione federale, come chiede un'iniziativa lanciata dalla Lega e dall'UDC ticinese? "Questo gli costerebbe molto caro", risponde Woerth. Il ministro si è detto comunque fiducioso che Berna rispetti gli impegni presi.