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Notizia del 16/02/2009 - 12:15
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TICINO
"Danni irreparabili". E l'ALPA sostiene la petizione 'Cervi e cinghiali: che disastro!'

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LOCARNO - Il Consiglio Direttivo dell’Alleanza Patriziale Ticinese (ALPA), l’Ente mantello che raggruppa le 212 Amministrazioni Patriziali ticinesi, invita a sostenere la petizione inoltrata dall’Unione Contadini Ticinesi e dalla Federazione viticoltori della Svizzera italiana, dal titolo: 'Cervi e cinghiali: che disastro!'.

Da anni, viene spiegato in una nota stampa odierna, l’ALPA annuncia i danni causati dagli ungulati ai preposti uffici cantonali. "Danni che - si legge nel testo - compromettono in modo irreparabile pascoli, alpi, vigneti, ecc. che nel corso dell’intero anno ricevono le cura degli addetti ai lavori".

Le soluzioni adottate finora con l’aumento del periodo venatorio tramite ulteriori periodi di caccia selettiva si sono dimostrati, secondo l'Alleanza, "ampiamente insufficienti e obbligano a una finalmente nuova gestione di un aspetto, quello del rapporto di selvatici presenti e territorio a disposizione , che non può essere compromesso da inutili veti e complicate leggi che non consentono né nel periodo venatorio né durante i periodi di caccia selettiva un adeguato abbattimento dei capi che stanno letteralmente distruggendo il paziente lavoro portato avanti da anni sugli alpi, nei vigneti e più in generale nell’agricoltura".

"Attualmente - aggiunge l'ALPA - si sta assistendo ad un disastro annunciato e ampiamente preventivabile in quanto le segnalazioni erano state fatte con ampio anticipo. Chi oltretutto cerca giustificazioni nei possibili risarcimenti effettuabili da compagnie assicurative non si rende conto della passione con la quale operano le persone che hanno a cuore la cura e lo sfruttamento del territorio in favore oltretutto dell’intera comunità. Non si rende conto altresì che ben miseri sono i rimborsi per danni che a volte riducono la produttività di ben oltre l’80% impedendo in alcuni casi anche il carico di alpi in quanto i pascoli vengono regolarmente distrutti".

Secondo l'ALPA ora occorrerà dunque trovare un’alleanza concordata per poter tornare a gestire con efficacia il territorio nel rispetto di chi ci lavora e nel rispetto dell’evoluzione positiva di un settore agricolo che non va ulteriormente messo in crisi. "La fierezza di tutte le persone che operano nell’agricoltura - si legge nella nota stampa - va tutelata in modo che chi opera o si avvicina a questo settore lo possa fare in una situazione tranquilla dove gli sforzi profusi possano anche dare i necessari utili sia morali che materiali. Sicuramente l’inverno come quello che stiamo passando ha portato a delle lievi regolazioni naturali che andranno quantificate, ma ciò non significa che non occorre ulteriormente e massicciamente intervenire".

L’idea di regolare la quantità di animali presenti sul territorio in rapporto alla possibilità di nutrimento data dalle zone di svernamento piace all'Alleanza. "Oggi però - sottolinea - i numeri sono ormai fuori controllo e causano sofferenze agli animali stessi. Quindi un adeguato ripristino di equilibri ormai scomparsi da anni è più che mai necessario onde evitare danni economici, produttivi, turistici, o gravissime  perdite di posti di lavoro in zone periferiche che porterebbero a compromettere tutte quelle attività agricole tipiche del nostro territorio".

L’invito di ALPA è quindi quello di sostenere e far sostenere massicciamente la petizione 'Cervi e cinghiali: che disastro!'.



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