LOSONE - L´Unione sindacale svizzera (USS) ritiene inaccettabile il taglio occupazionale comunicato oggi dalla Georg Fischer e attacca direttamente due consiglieri di amministrazione del gruppo sciaffusano, Gerold Bührer e Flavio Cotti: l´attuale presidente di Economiesuisse e l´ex consigliere federale PPD sono presi ad esempio per quella che l´USS ritiene una grave mancanza di senso di responsabilità nei confronti dei salariati.
La gran parte delle imprese in difficoltà con le nuove commesse ha introdotto l´orario ridotto, mentre la Georg Fischer risolve i problemi in altro modo, cioè licenziando dipendenti, lamenta la federazione sindacale in un comunicato. Questo nonostanze il fatto che la società abbia approfittato nell´immediato passato del buon andamento congiunturale e abbia accumulato riserve che le permetterebbero di affrontare momenti difficili.
Secondo l´USS è inaccettabile che i responsabili di Economiesuisse e dei partiti borghesi di disinteressino dei lavoratori. Il popolo svizzero ha già dovuto pagare per i disastri provocati dai consiglieri di amministrazione di UBS, ora a quanto sembra deve penare anche per le conseguenze della crisi, si legge nella nota.
Per l´Unione sindacale occorre intervenire in modo concreto contro la disoccupazione, puntando su misure come il lavoro ridotto, un programma di investimento pubblico nel settore dei trasporti e il rafforzamento del potere d´acquisto attraverso un ribasso dei premi dell´assicurazione malattia e un aumento degli assegni famigliari. È inoltre necessario che la Banca nazionele vegli affinché il franco non si rafforzi.
Anche il principale sindacato affiliato all´USS, Unia, è sceso in campo chiedendo la rinuncia ai licenziamenti e prendendo di mira Bührer e Cotti. In un comunicato si ricorda che negli ultimi anni AgieCharmille ha realizzato dei buoni risultati grazie all´impegno dei suoi dipendenti. Non è comprensibile che il gruppo annunci i tagli all´impiego ancora prima di aver utilizzato a fondo gli altri strumenti a disposizione. Anche il termine di consultazione minimo di 12 giorni non è serio, secondo Unia, che pretende siano messi a disposizione 30 giorni per esaminare possibili alternative.