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Notizia del 06/03/2008 - 07:30
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SALUTE E DONNA
Endometriosi: questa tanto diffusa quanto sconosciuta malattia...

Oltre ad essere una malattia benigna, cronica e complessa, le hanno anche dato un nome difficile da ricordare. Eppure 'lei', l’endometriosi, affligge il 10% delle donne in età fertile. 1 su 10. L’8 marzo, in concomitanza con la festa della donna e della IV settimana europea della consapevolezza dell'endometriosi, verrà organizzato un banchetto informativo presso il Centro Lugano Sud a Grancia, dalle 09.00 alle 13.00. L’Associazione Progetto Endometriosi sarà presente con materiale informativo e "la voglia di conoscere donne come noi!".

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LUGANO - L’endometriosi è originata dalla presenza anomala del tessuto che normalmente riveste la parete interna dell’utero, l’endometrio, in altri organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina, intestino e vescica, provocando sanguinamenti interni, infiammazioni croniche, aderenze tra i vari organi, infertilità, ecc. E qui ci fermiamo, ma la lista di problemi che può dare è molto più lunga.

Ogni mese, sotto gli effetti degli ormoni del ciclo mestruale, il tessuto endometriale impiantato in sede anomala va incontro a sanguinamento. Tale sanguinamento dà luogo a un’infiammazione dei tessuti circostanti, la quale dà a sua volta luogo a formazione di tessuto cicatriziale ed aderenze.

L’endometriosi è spesso dolorosa (60% dei casi) fino ad essere invalidante, con sintomi molto caratteristici: dolore pelvico cronico, soprattutto durante il ciclo mestruale, dolore ovario intermestruale, dolore all’evacuazione.
Altri sintomi frequenti sono: dispaneuria (dolore durante e dopo l’atto sessuale, 64% dei casi), infertilità (30-35%), aborti spontanei, affaticamento cronico, dolori alla minzione, periodi di stitichezza alternati a diarrea. Questi ultimi vengono molto spesso associati a una diagnosi di 'colon irritabile', in quanto i sintomi sono simili tra loro.

Nonostante l’endometriosi sia conosciuta da molto tempo, non si è ancora in grado di determinarne con certezza le cause, e non esistono terapie mirate a curarla in maniera definitiva. A seconda dei casi, dell’età della donna, del grado di dolore, del desiderio di maternità e delle lesioni si può procedere in diversi modi: con gli estroprogestinici combinati (pillola anticoncezionale, o cerotto, o anello vaginale) con aggiunta di farmaci analgesici/ antinfiammatori; mediante chirurgia effettuata con tecniche meno invasive (laparoscopia) o tradizionali (laparotomia); riducendo la presenza degli estrogeni in modo da frenare lo sviluppo dell’endometriosi, provocando quindi una menopausa artificiale (e reversibile) tramite gli analoghi del GnRH (Gonadotropin releasing Hormone); con un drastico cambiamento nella dieta, evitando l’assunzione dei cibi che favoriscono la malattia, quali carni rosse, zuccheri semplici, ecc.

Si stima che il ritardo diagnostico sia di circa 7-9 anni prima di arrivare a una corretta diagnosi, e una media di 5 ginecologi diversi! Si stima che ne soffrano 14 milioni di donne in Europa e 150 milioni di donne nel mondo! Non è una quindi malattia rara. Eppure, quando si tenta di spiegare, la risposta più comune è 'Endo... che?'.

L’endometriosi è una malattia tanto diffusa quanto sconosciuta, che crea un disagio psicologico se possibile ancora maggiore del disagio fisico. Il senso di solitudine, la sensazione di non essere capite, le difficoltà che crea all’interno della coppia, nei rapporti interpersonali, l’accettazione di dover convivere con una malattia cronica...

 
RED
Che cosa fare?

Non sottovalutate sintomi quali cicli mestruali molto dolorosi, cistiti ricorrenti, colon irritabile, rapporti sessuali dolorosi, colon irritabile. Ricordate sempre che il doloro non è normale e non è 'nella vostra testa'.

L’Associazione Progetto Endometriosi, A.P.E. Onlus, nasce nel 2005 a Reggio Emilia da un gruppo di donne affette da endometriosi. In febbraio 2008 è nato il Gruppo A.P.E. di Lugano. L’A.P.E. vuole diffondere informazioni e conoscenza sull’endometriosi tra la popolazione,e cercare di sensibilizzare gli stessi specialisti in ginecologia, per far sì che il ritardo diagnostico diminuisca e che non vengano sottovalutate le implicazioni della malattia. Offre sostegno alle donne affette da endometriosi attraverso i gruppi di auto aiuto, organizzando conferenze informative e momenti di incontro.

Tutti possono essere volontari, basta avere il tempo di lasciare qualche depliant informativo nei luoghi frequentati da donne, quali estetiste, parrucchiere, palestre, studi medici, farmacie, ecc.

Per ulteriori informazioni: www.apeonlus.info



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