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Notizia del 12/05/2007 - 12:30
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TICINO
Assemblea Società Ticinese Ufficiali, Pedrazzini: "L'arma di ordinanza non è la causa delle tragedie"

Il Consigliere di Stato ha inoltre salutato il colonnello SMG Marco Netzer, neopresidente della STU, e affrontato il tema dell'italianità nell'esercito.

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LOSONE - "Quale Direttore del Dipartimento delle istituzioni, la Società Ticinese degli Ufficiali è per me un punto di riferimento importante nel mio quotidiano lavoro nell'ambito del militare": è con queste parole che il Consigliere di Stato Luigi Pedrazzini ha salutato tutti i presenti all'Assemblea ordinaria della Società Ticinese degli Ufficiali.

Durante l'incontro, che si è tenuto questa mattina a Losone, Pedrazzini ha per prima cosa affrontato il tema dell'italianità nell'esercito ed ha così ricordato che il 2006 è stato l'anno di due nomine importanti per il nostro Cantone, vale a dire quella del brigadiere Roberto Fisch e del colonnello Stefano Mossi: "Poter avere due italofoni tra gli ufficiali generali dell'esercito è un tassello importante per salvaguardare gli interessi del Ticino e dei militi ticinesi nell'ambito delle riforme in atto".

Il Consigliere di Stato ha poi voluto sottolineare l'importante cambiamento al vertice della Società Ticinese degli Ufficiali. Dopo sei anni, infatti, il colonnello Franco Valli (ringraziato da Pedrazzini "per quanto realizzato e per la costante e fattiva collaborazione instaurata in questi anni") ha ceduto il testimone al colonnello SMG Marco Netzer. "Al neo Presidente - ha detto il Direttore del Dipartimento delle istituzioni - giungano dall'Autorità cantonale i complimenti per la nuova funzione e gli auguri per una presidenza ricca di soddisfazioni".

Luigi Pedrazzini ha, successivamente, ricordato quelle che sono le attività principali dell'esercito nel nostro Cantone: è stato creato un centro logistico principale a Rivera; garantito il mantenimento delle scuole granatieri a Isone, della scuola reclute paracadutisti e istruzioni piloti a Magadino e, ad Airolo, mantenuta l'istruzione sanitaria; al Monte Ceneri sono stati insediati il Centro di reclutamento di lingua italiana, il Centro medico regionale e il Comando Granatieri 1; e, infine, a Bellinzona sarà mantenuta, fino al 2009, la sede della brigata di fanteria montagna 9 e, nel 2010, si sposteranno nella Capitale anche il comando e la base operativa della Sicurezza militare in Ticino.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha, infine, espresso una riflessione riguardo un tema di scottante attualità, vale a dire la consegna dell'arma di ordinanza e delle munizioni al sondato. "È giusto parlarne - ha sottolineato Pedrazzini - occorre però valutare la questione sotto tutti i suoi aspetti". Il Consigliere di Stato ha poi affermato che "l'arma di ordinanza non è la causa delle tragedie, anche se la sua presenza può averle facilitare" e ha aggiunto: "L'abbandono di una tradizione cara agli svizzeri arrischia di essere una risposta ipocrita a un malessere che ha ben altre ragioni d'essere e perciò una risposta inefficace".



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