LUGANO - Il Congresso del Ps di sabato e la lista socialista per il Governo tengono banco oggi sulle prime pagine dei tre quotidiani ticinesi. I commenti e gli editoriali sono dedicati infatti proprio alla vittoria di Franco Lurà e all'esclusione di Carlo Lepori dalla lista PS.
Editoriali uniti dalla constatazione che si tratta di una vera e propria lezione per i vertici del Ps, una lezione venuta dal "basso". "Una lezione dalla base per imparare a vincere" titolta l'editoriale de laRegioneTicino firmato da Aldo Bertagni, il quale parla di di un "risultato che ha disorientato e sorpreso tutti", un risultato con il quale il vertice del Ps esce con "le ossa rotte". "Hanno tentato d’imporre una lista che non rispecchiava i «sentimenti» della base e quest’ultima ha dato prova di maturità ed intuito politico". E proprio ai piani alti del Ps Bertagni non riasparmia critiche: "La maggioranza della Direzione non l’ha capito e ha pa-gato. Troppi gli errori commessi, ma adesso non può e non deve persistere nello sbaglio. (...) Se il Ps crede davvero di poter raddoppiare la presenza in Consiglio di Stato, ora deve essere capace di saper gestire le proprie risorse. Tutti sono utili, nessuno escluso".
Stessa impostazione anche nel commento che appare sul Corriere del Ticino, firmato da Giovanni Galli dal titolo "La lezione della base". E di lezione si tratta: "Presidente e direzione hanno dovuto incassare un duro colpo da parte della base del partito, che dopo aver contestato la lista originale ha provveduto non solo a modificarla, ma anche ad esprimere la propria «personale» graduatoria". Galli parla di un "duplice errore d’approccio". "La lista è stata concepita (e difesa sabato) con metodi da «centralismo democratico», che non hanno lasciato spazio alcuno ad alternative che non rientrassero nel «giro» del vertice". Insomma per il Corriere del Ticino si tratta di un "atteggiamento autoreferenziale" che "rinvia ad un secondo aspetto, che spiega la misura del risultato. Per affermarsi nel partito bisogna avere un «cursus honorum» e far parte di una certa cerchia". Contro tutto ciì la base del partito la base "ha voluto esprimere un dissenso contro tutto questo ed esortare chi guida il partito a mostrare maggiore apertura".
Infine il Giornale del Popolo, in un editoriale firmato da Gianmaria Pusterla e intitolato "Rosso sempre meno verde", parla di "autogol" per la dirigenza del partito socialista. "Socialisti che hanno sconfessato un altro loro storico modo di fare, prestando poca attenzione al programma e dando invece molto spazio alle candidature. Un atteggiamento che non crediamo sia figlio di una mancanza di idee (che al momento restano bloccate su una concezione statalista della politica) quanto piuttosto della voglia di vincere con il “volto nuovo e pulito”. Se questo sarà pagante lo sapremo il 1° aprile".
I cinque nomi
Con 318 voti, Franco Lurà è stato il secondo nome più votato dai delegati al Congresso del Partito socialista. La lista PS per il Governo risulta così composta: Patrizia Pesenti (335 voti), Franco Lurà (voti 318), Manuele Bertoli (259 voti), Marina Carobbio (244 voti) e Pelin Kandemir (210 voti).