KINSHASA - Il clima a Kinshasa rimane teso, nonostante la tregua siglata ieri sera tra i miliziani della guardia presidenziale e gli uomini fedeli al vicepresidente congolese Jean-Pierre Bemba. Nel frattempo a Bruxelles è all'ordine del giorno di una riunione di diplomatici Ue il ruolo e l'eventuale rafforzamento delle truppe europee nella Repubblica democratica del Congo, truppe impegnate a garantire il corretto svolgimento del processo elettorale.
Dopo gli scontri dei giorni scorsi, oggi Kinshasa sembra essere tornata alla normalità con auto che hanno ripreso a circolare, negozi che riaprono e gente che torna al lavoro.
Tuttavia l'atmosfera rimane elettrica a causa dei seguaci di Bemba, che rimangono appostati nei pressi della villa del vicepresidente collocata sui bordi del fiume Congo e nelle vicinanze dell'altra residenza di Bemba in viale 30 giugno, nel cuore della capitale.
Alcuni uomini armati di kalashnikov sono stati avvistati anche lungo le strade della città. "Le consegne non sono state totalmente rispettate dai sostenitori di Bemba - ha riferito una fonte militare occidentale - si vedono diversi uomini armati nelle strade. Questo è inquietante. Il minimo scontro potrebbe far di nuovo degenerare la situazione". La guardia presidenziale sembra invece essersi ritirata completamente nelle caserme.
Intanto i blindati dell'Onu continuano a pattugliare la città, mentre a Bruxelles è previsto che si discuta, nel corso della riunione dei diplomatici europei del Comitato politico e di Sicurezza (Cops), oltre che del Libano delle forze europee presenti in Congo per vigilare sulle elezioni.
Oltre ai 17.600 soldati dell'Onu, nella Repubblica democratica del Congo sono presenti anche 1.100 militari appartenenti all'Eufor, la forza europea, che conta in totale 2.300 uomini, 1.200 dei quali dislocati in una base in Gabon. Di questi, 250, la maggior parte dei quali provenienti dalla Germania, erano stati fatti arrivare ieri per aiutare a porre un freno all'escalation di violenze. Le operazioni sul campo sono dirette dalla Francia.
Fino a ora la missione europea ha avuto un carattere unicamente dissuasivo, il che vuol dire che le truppe non sono autorizzate a intervenire se non in casi 'di problemi estremamente gravi'.
Il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, si è detto gravemente preoccupato per i recenti scontri a Kinshasa e ha invitato le parti a incontrarsi al più presto per abbassare la tensione. D'altro canto William Swing, capo della missione dell'Onu nella Repubblica democratica del Congo, ha riaffermato il sostegno dell'Onu al processo elettorale: "Malgrado questo riprovevole capitolo, l'Onu continuerà a sostenere il processo elettorale in corso fino all'insediamento delle istituzioni che saranno espressione dei risultati delle urne".
La polizia congolese riferisce che gli scontri iniziati domenica a Kinshasa hanno fatto almeno 16 morti. Tuttavia fonti militari occidentali ritengono che il bilancio sia molto più pesante anche perché le due fazioni si rifiutano di rendere note le proprie perdite.