Regionali, fuori la lista del Pdl a Roma

Renata Polverini, candidata del centro-destra alle elezioni regionali del 28 marzo, spera ancora in una soluzione con il ricorso al Consiglio di Stato. Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di ammettere la lista
Renata Polverini, candidata del centro-destra alle elezioni regionali del 28 marzo, spera ancora in una soluzione con il ricorso al Consiglio di Stato. Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di ammettere la lista
ROMA - Un pezzo importante del PdL del Lazio rimane fuori dalla corsa per le elezioni regionali del 28 marzo anche se la candidata del centro destra Renata Polverini spera ancora che una soluzione possa essere trovata grazie anche all'annunciato ricorso al Consiglio di Stato.
Un ulteriore appello che però deve fare i conti con i tempi stretti della campagna elettorale: l'eventuale riammissione della lista Pdl dovrebbe infatti essere decisa entro i 15 giorni precedenti il voto per permettere ai candidati di presentare i loro programmi agli elettori. Se i tempi non fossero rispettati si andrebbe verso un rinvio del voto.
Per ora di certo c'è la decisione del Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio che con un'ordinanza ha respinto la richiesta con la quale il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista di Roma dalle elezioni regionali. Le motivazioni si sapranno solo il 6 maggio quando è stata fissata la discussione di merito sul ricorso del Pdl.
Al momento, però, per usare le parole del ministro dell'Interno Roberto Maroni, "se il Tar decide che la lista è fuori, quella lista resta fuori nonostante il nostro decreto". Oggi i giudici amministrativi non sono entrati nel merito della questione decidendo soltanto sulla richiesta di sospensione cautelare del provvedimento di esclusione della lista Pdl Roma.
Per i togati amministrativi del Lazio il decreto legge 'salva liste' comunque non "può trovare applicazione perché la Regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione. A seguito dell'esercizio della potestà legislativa regionale la potestà statale non può trovare applicazione nel presente giudizio", hanno spiegato i giudici. Non solo: i giudici hanno sottolineato che non c'é prova che la documentazione per la presentazione della lista Pdl Roma fosse completa.
Ed è il vice presidente della Regione Lazio Esterino Montino ad augurarsi che "il centro destra, almeno questa volta, prenda atto della sentenza del Tar con sobrietà e senza esagerazioni. Credo sia veramente arrivato il momento di abbassare i toni e di consentire da parte di tutti e soprattutto verso gli elettori un clima di fiducia verso la scadenza del voto ormai prossima".
E se Emma Bonino ha commentato dicendo: "prendo atto di questa decisione. Sarà utile vedere le motivazioni che sono lunghe, a quanto mi dicono, e che saranno rese pubbliche domani. I giudici vadano avanti, chi deve decidere decida". La sua rivale del centrodestra Renata Polverini si è limitata a dire: "Aspetto le motivazioni". Lapidario il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "c'è un rischio di elezioni a Roma profondamente alterate".
Il Pdl però andrà comunque avanti anche nel tentativo di rientrare nella competizione. Oltre a percorrere la strada del ricorso al Consiglio di Stato oggi ha anche ripresentato in Tribunale la documentazione necessaria per presentare la lista del Pdl che il 27 febbraio non era stata consegnata. Secondo quanto prevede la legge, l'Ufficio elettorale ha 24 ore per ammettere la lista. Si tratterà di vedere se la decisione del Tar di oggi peserà sull'eventuale ammissione la lista.
ATS
Foto d'apertura: Keystone






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