Morire di lavoro: altri suicidi alla Foxconn

La megafabbrica che produce tablet e smartphone funestata da tre gesti estremi di operai nelle ultimissime settimane
SHANGHAI - Altri tre suicidi in un impianto della Foxconn, l'azienda taiwanese con molte sedi in Cina, che produce e assembla iPhone, iPad e prodotti per Nokia, Sony e aziende. I tre suicidi, secondo quanto denuncia China Labor Watch, sono avvenuti nel giro di 20 giorni nella fabbrica di Zhengzhou, nella provincia orientale dell'Henan.
L'ultimo suicidio è avvenuto lo scorso 14 maggio, quando un trentenne si è lanciato dal tetto della fabbrica. Prima di lui, una collega ventitreenne si era lanciata dal dodicesimo piano del dormitorio della fabbrica il 27 di aprile. Tre giorni prima, era stata la volta di un ventiduenne, assunto da appena due giorni, a lanciarsi dal tetto del dormitorio. Non ci sono spiegazioni sui gesti estremi.
Secondo l'organizzazione americana che monitora e controlla le condizioni di lavoro degli operai cinesi, i suicidi si devono associare alle cattive condizioni di lavoro nella fabbrica. Altri parlano di reazione all'obbligo imposto dalla Foxconn di non poter rivelare le loro condizioni, altri invece si riferiscono a problemi relazionali. La Foxconn è stata già oggetto negli anni scorsi di una ondata di suicidi nei diversi impianti sparsi sul territorio cinese.
Ats Ans




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