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Stereophonics: un disco, un film...

Graffiti On The Train è l'ottavo disco della band
Foto Steve Gullick
Stereophonics: un disco, un film...
Graffiti On The Train è l'ottavo disco della band
CARDIFF - Kelly Jones narra la genesi di Graffiti On The Train, l’ottavo album della sua band, gli Stereophonics, pubblicato il 19 aprile scorso tramite Stylus/Ignition/Phonag Records.   “Il disco ruota attorno al soggetto...

CARDIFF - Kelly Jones narra la genesi di Graffiti On The Train, l’ottavo album della sua band, gli Stereophonics, pubblicato il 19 aprile scorso tramite Stylus/Ignition/Phonag Records.

 

“Il disco ruota attorno al soggetto di un film a cui ho dato vita negli ultimi due anni… Le dieci composizioni hanno preso forma pressoché nel medesimo periodo della stesura del testo…”, mi spiega Jones all’inizio della nostra telefonata. “La trama si lega ai rischi della vita, quelli con cui l’essere umano è disposto a mettersi in gioco, per amore, nel corso della sua intera esistenza…”, aggiunge. “La pellicola dovrebbe entrare in produzione nel 2014…”.

 

Graffiti On The Train lo si può definire un album, uno score folk-rock-chamber pop oriented, un concept, un’analisi ammaliante di un momento, di un istante, che gli Stereophonics (Kelly Jones, voce/chitarra; Richard Jones, basso; Adam Zidani, chitarra; Javier Weyler, batteria) hanno elaborato con l’apporto di Jim Lowe in sede di produzione e di David Arnold negli arrangiamenti orchestrali… Ma poco dopo le recording session, la line-up ha subìto un altro mutamento: “Javier (colui che nel 2004 sostituì Stuart Cable, ndr) ha riordinato le idee e ha deciso di proseguire una serie di progetti individuali… Dallo scorso mese di settembre abbiamo reclutato Jamie Morrison (ex Noisettes, ndr)…”.

 

Kelly, dove si sono svolte le registrazioni?

Tra le mura dei nostri studi di Londra, gli Stylus, e degli Icp di Bruxelles…

 

Quali sono le maggiori influenze musicali confluite nell’album?

Devo confessarti che durante il processo di lavorazione di un disco non ho l’abitudine di ascoltare altra musica… Preferisco focalizzarmi sulle mie sensazioni, sulle mie riflessioni… Ma potrei citare coloro che da sempre sono la mia fonte di ispirazione primaria: Leadbelly, Otis Redding, Nick Cave e Tom Waits…

 

Se non sbaglio si tratta del primo album pubblicato tramite la vostra label, la Stylus Records…

Sì, è così... Universal Music era interessata al progetto, ma le mie aspettative erano del tutto differenti…

 

Qual è il tuo ricordo di Stuart Cable?

Fu un amico fraterno fino al 7 giugno 2010, il giorno della sua morte… Nonostante i dissidi che segnarono la sua uscita dal gruppo allo scoccare del nuovo millennio…

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