Da Paradiso, Ivan e Patrizia: "Abbiamo conquistato i Depeche Mode con un toblerone"

Sono i collezionisti più agguerriti dei Depeche Mode. In casa loro hanno un vero e proprio museo di cimeli. Quasi 2000 cd, e oggetti rarissimi. Perfino sulla tazza del gabinetto. In una video-intervista ci hanno mostrato il loro regno
Sono i collezionisti più agguerriti dei Depeche Mode. In casa loro hanno un vero e proprio museo di cimeli. Quasi 2000 cd, e oggetti rarissimi. Perfino sulla tazza del gabinetto. In una video-intervista ci hanno mostrato il loro regno
LUGANO - Per qualsiasi fan dei Depeche Mode, entrare in casa di Ivan e Patrizia è come entrare nel paese delle meraviglie. Nel loro appartamento di Paradiso sono riusciti a costruire un vero e proprio mausoleo dedicato alla band che a luglio si esibirà a Locarno, per la seconda volta a Moon and Stars. Le stanze del loro trilocale sono tappezzate di dischi d'oro e d'argento, di poster, foto, migliaia di cd e vinili. E poi ancora sciarpe, cappellini, t-shirt, spille, insomma oggetti di qualsiasi natura purché abbiano a che fare con il mitico trio inglese. Qualcuno li considera i più grandi fans e collezionisti al mondo dei Depeche Mode. Ci hanno permesso di entrare in casa loro con la videocamera per mostrarci il loro regno (clicca qui per vedere il video). Un regno creato in oltre venti anni di collezionismo, durante i quali non hanno mai smesso di amare la band. Ed è grazie ai Depeche Mode che Ivan e Patrizia si sono incontrati e si sono sposati. Li hanno conquistati con un toblerone. "Sapevamo che a uno del gruppo piaceva il toblerone e noi glielo abbiamo portato. Ci ha autografato la scatola e da quel giorno noi siamo quelli del toblerone" ci racconta Patrizia.
Come è nata la passione per i Depeche Mode?
Ivan: “Sono cresciuto con la musica degli anni ottanta, quindi conoscevo bene i Depeche Mode. Ma l'anno cruciale fu il 1989. Avevo 16 anni, ascoltai dal vivo Everything Counts e lì mi innamorai follemente. Da lì è nato tutto. Passavo le serate nel letto ad ascoltare con le cuffie le loro canzoni”.
Patrizia: “La passione scoppiò nel 1990, quando mi fecero vedere un loro videoclip. Anche per me la versione live di Everything Counts fu la canzone decisiva. Da quel giorno non feci altro che parlare dei Depeche Mode, e in auto costringevo i miei genitori ad ascoltare le loro canzoni”.
Come è nata invece la passione tra voi due?
Ivan: “Secondo me era scritto nel destino. Ci siamo conosciuti tramite il sito Internet svizzero dei Depeche Mode. Correva l'anno 2000. Le scrissi un primo messaggio, e nel gennaio del 2001 ci incontrammo. Fu un incontro molto particolare. Si presentò, lei donna, con una rosa in mano. La rosa è il simbolo dei Depeche. Mi colpì subito. Mi fece vedere un suo tatuaggio ed era del tutto simile al mio. Mi resi conto in quell'istante che eravamo fatti l'uno per l'altro. Dopo un anno ci sposammo”.
Cosa dissero i vostri amici?
Ivan: "Ci dicevano che le passioni musicali prima o poi finiscono. Che la vita ci cambia e i gusti si trasformano. Il fatto che dopo vent'anni io e mia moglie portiamo avanti parallelamente il nostro amore e quello per i Depeche Mode rappresenta non solo una vittoria personale ma anche del gruppo".
Il giorno del matrimonio immagino che in chiesa avreste voluto un canzone della band piuttosto che l'Ave Maria.
Ivan: "Ci sarebbe piaciuto, ma non fu possibile. In compenso al ristorante suonarono tutto il tempo le canzoni dei Depeche. In fondo dobbiamo dire grazie a loro se ci siamo conosciuti, amati, sposati e abbiamo messo al mondo un bambino che abbiamo chiamato Martin, in onore di Martin Gore, chitarra e tastiere del gruppo".
Anche vostro figlio ascolta i Depeche Mode?
Ivan: "Certo. Li ascolta di sua spontanea volontà e in auto mi chiede di mettere le canzoni dei Depeche"
Perché, tra tanti gruppi, proprio i Depeche Mode?
Ivan: "Perchè sono immortali. Fanno parte di due generazioni. Sono riusciti a conquistare i ragazzi degli anni ottanta e quelli del 2000. La loro grandezza è la loro semplicità. Sono i classici ragazzi che incontri per strada. Ragazzi cresciuti nella periferia di Londra, che ad un certo punto hanno iniziato a suonare semplicemente per divertirsi".
I Depeche Mode sono molto cambiati nell'arco di tre decenni. Non vi è mai successo di disaffezionarvi a loro?
Ivan: "Mai. Loro sono cambiati, ma siamo cambiati anche noi. C'è stata una fase evolutiva del gruppo che è coincisa con la nostra fase evolutiva”.
Vi trovate sempre d'accordo su tutto, oppure litigate su canzoni e album?
Ivan: "Gli unici scontri sono su chi preferiamo all'interno del gruppo. Mia moglie stravede per il cantante, Dave Gahan. Io invece preferisco Martin Gore"
Patrizia: "È logico che da adolescente il look aveva un'importanza fondamentale, e quindi Dave Gahan, era l'idolo di tutte noi ragazze. Ma col tempo ho anche apprezzato il talento di un compositore come Martin Gore, un musicista che - non dimentichiamolo - ha vinto importantissimi".
Quanti concerti avete visto?
Ivan: "Ne ho visti 52, ai quali si aggiungono 6 concerti annullati a causa di un malore del cantante. Il primo live è stato l'11 novembre 1990 a Milano. Quello che mi è rimasto di piu' nel cuore è stato il concerto di Moon and Star a Locarno nel 2006. Abbiamo assistito ai concerti più disparati, negli stadi, nelle piazze, nei palazzetti, ma vedere i Depeche Mode a casa nostra, in un posto unico come Piazza Grande, dove il gruppo ha registrato il record di presenze dell'intera manifestazione, è stata un'emozione fortissima".
Patrizia: "Per ragioni anagrafiche, ne ho visti solo 43, tra cui due a New York, al Madison Square Garden. Due serate mitiche. È impossibile scegliere il concerto più bello. Forse il primo concerto che ho visto assieme a mio marito. Era il 2001, a Zurigo. Un'emozione da spaccare il cuore. Ma anche quella volta a Basilea quando in prima fila e con uno striscione dedicato a Dave Gahan, siamo finiti sul dvd del concerto. Da quel giorno ad ogni concerto lui ci saluta, ci manda i bacini o scherzosamente ci fa la linguaccia o l'inchino".
Dunque loro sanno della vostra esistenza?
Ivan: "Sì. Ci siamo incontrati diverse volte. Siamo stati a cena con Andy Fletcher. Ricordo con immenso piacere quella volta quando alla fine di una conferenza stampa a Milano, ci riconobbe tra le tante persone che attendevano per un autografo, e disse a tutti di fare spazio per far passare me e mia moglie e portarci in camerino. In quel momento fummo l'invidia di giornalisti, amici e fans che erano in attesa di incontrare i Depeche. Martin Gore ci portò nel privè, disse che si ricordava di noi, di quella volta che gli regalammo una stecca di toblerone di cui lui è molto ghiotto. In quell'occasione non parlammo di musica, ma ci chiese tutto di nostro figlio. La cosa che più mi colpì è che alla fine di quell'incontro lui ci disse grazie. Lui, una star, che ha ringraziato due suoi ammiratori”.
Li incontrerete a Locarno?
Ivana e Patrizia: "Pensiamo proprio di sì. Forse la sorella di Martin e il nipote saranno ospiti in casa nostra a Lugano e insieme andremo a vedere i Depeche Mode a Locarno".
Non avete mai pensato che i Depeche Mode possano temere il vostro fanatismo?
Ivan: "Non siamo fanatici. Ci avviciniamo a loro con molta discrezione e serietà. Non urliamo, non chiediamo autografi o foto, non sbraitiamo. Ci stimano proprio per il nostro modo discreto di approcciarci a loro".
La vostra canzone preferita?
Ivan: "Difficile scegliere una canzone. Opto per “Higher lover”, brano del 1993. Una canzone bellissima, struggente. Forse non è la più bella in assoluto, ma è quella che meglio rappresenta il mio amore per questo gruppo".
Patrizia: "Enjoy the silence è il loro capolavoro. Ma devo dire che mi tremano le gambe quando nei concerti attaccano con "Home", una canzone che puntualmente mi fa piangere"
Quanti cd avete?
Ivan: “Oltre 2000”.
Facendo due calcoli quanto avete speso?
Patrizia: (risata) "Tanto. Preferiamo non dirlo. Comunque sono soldi spesi bene"
Chi vi vede da fuori e non è fan dei Depeche Mode come vi giudica?
Patrizia: "Mamma e papà si sono rassegnati. Ormai sono abituata alle critiche, ma tanto riesco a zittire sempre tutti quando scopro che ognuno di quelli che criticano conoscono le canzoni dei Depeche Mode e le cantano pure”.
Ivan: "Chi ama fortemente un gruppo e riceve da loro emozioni. Noi ci riteniamo fortunati perchè tutta la nostra vita è accompagnata alle emozioni che ci regalano i Depeche Mode"
E a chi non vi capisce cosa vorreste dire?
Ivan e Patrizia: "Non sapete cosa vi perdete".









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