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SVIZZERA

Forse sarà lui il nostro più grande talento

Fabrizio Sassi sabato in finale al più grande talento svizzero
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Forse sarà lui il nostro più grande talento
Fabrizio Sassi sabato in finale al più grande talento svizzero
BELLINZONA - Fabrizio Sassi, 29enne di Pollegio, sabato sera gareggerà per il titolo di campione della seconda edizione di “Die groessten Schweizer Talente”, in onda su Sf1. Fabrizio, come ti senti? "Devo co...

BELLINZONA - Fabrizio Sassi, 29enne di Pollegio, sabato sera gareggerà per il titolo di campione della seconda edizione di “Die groessten Schweizer Talente”, in onda su Sf1.

Fabrizio, come ti senti?
"Devo confessarti che non mi aspettavo di raggiungere questo risultato e, inevitabilmente, dire che sono molto emozionato è ancora poco".

Quale brano porterai in finale?
"Ho musicato “Passa la nave mia colma d’oblio”, un sonetto del Petrarca. Si tratta della stessa composizione con cui mi sono presentato al casting".

Durante il tuo percorso musicale hai tentato di accedere anche ai talent show italiani?
"No, soltanto a questo. E poi, oltretutto, è successo per caso… La mia ragazza aveva visto l’annuncio dei casting e mi ha iscritto da un giorno all’altro".

Se sabato gli spettatori ti ploclameranno vincitore, la musica resterà in ogni caso un tuo hobby o diventerà qualcosa di più?
"Vorrei registrare un terzo disco. Lo farò anche se non dovessi vincere. Per rispondere alla tua domanda, sono convito che la musica resterà comunque una grande passione, anche perché sono molto contento della mia professione".

Di cosa ti occupi nella “vita vera”?
"Lavoro nel commercio dei metalli. Per ora ho un’occupazione al 40%, ma presto avrò la possibilità di ottenere un impiego a tempo pieno".

L’esperienza televisiva ti ha consentito di perfezionare le tue doti di musicista?
"Ho avuto l’opportunità di ricevere degli utili consigli da una maestra di canto che mi è stata messa a disposizione dalla trasmissione".

Hai già pubblicato due album, ma sono molto lontani da quanto proponi in tv, non è così?
"Sì, all’interno di entrambi sono raccolti i sonetti del Petrarca musicati in chiave metal".

Non è un’impresa facile... Suppongo, quindi, che tu abbia studiato musica...
"Sì, certo. Mi sono formato come chitarrista al Cpm di Milano".

Non è la scuola di Franco Mussida, il chitarrista della PFM?
"Sì, lui è il direttore. Il mio docente è stato Michele Quaini. In tempi più recenti, inoltre, ho preso lezioni di canto qui in Ticino da Irina Simoneta".

Quali sono i tuoi chitarristi di riferimento?
"Indubbiamente Steve Vai".

All’interno della tua pagina internet, tuo padre lo hai definito il tuo eroe...
"Non lo potrei definire in modo diverso. D’altra parte è lui che mi ha sempre sostenuto in questa mia grande passione".

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