Una risottata senza recinti

Grande successo per la risottata all'Espocentro. Il sindaco Martignoni smette le vesti di James Bond e arriva in completo fumo di Londra
Grande successo per la risottata all'Espocentro. Il sindaco Martignoni smette le vesti di James Bond e arriva in completo fumo di Londra
BELLINZONA - Mancano ancora poche ore alla fine del carnevale. Presto il Re del Rabadan dovrà riconsegnare le chiavi del suo regno e Bellinzona tornerà ad essere quella di sempre. Come da tradizione, al martedì grasso, l'appuntamento è all'Espocentro. L'irresistibile fascino della risottata popolare anche quest'anno ha calamitato migliaia di persone di tutti i ceti e di tutte le età.
I numeri del successo parlano chiaro: 3mila le porzioni di risotto e luganiga distribuite, 2400 le michette divorate. Gli ingredienti? 200 chili di riso, 32 litri di vino rosso, 16 litri d'olio d'oliva, 16 chili di burro, 8 chili di funghi boleti, 16 chili di cipolle, 64 grammi di zafferano, tre chili di formaggio sbrinz, 2800 salsicce.
A dirigere il team di cuochi lo chef Giorgio Ferretti che, insieme a Giusepe della Bruna, ha garantito la distribuzione dei piatti a tutti i convenuti. L'affluenza è stata più che ottima. A dimostrazione il fatto che a un certo punto si è dovuto far capo a tavoli e sedie aggiuntive. L'atmosfera è stata quella di festa e rilassata.
E in queste occasioni di aggregazione popolare non poteva non mancare il sindaco della capitale, Brenno Martignoni, che si è presentato in completo grigio fumo di Londra e cravatta salmone a strisce oblique bianche e blu. Oltre a lui a rappresentare il Municipio c'erano Flavia Marone e Filippo Gianoni.
Neppure Marco Borradori è riuscito a resistere al richiamo di un buon piatto di risotto e salsiccia. Il Consigliere di Stato ha pranzato in mezzo al popolo e non si è sottratto a posare in fotografie insieme a cittadini (vedi immagini allegate).
A Bellinzona, a differenza di Lugano, non vi erano spazi riservati e separati dal popolo. L'unico privilegio del sindaco è stato quello di avere un tavolo prenotato con tanto di foglio "riservato".









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