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Per il PS una sconfitta che sa di rinascita

Pedrina: "Un risultato eccezionale" Cavalli: "Con alcune condizioni avrei potuto farcela"
archivio Ti-Press
Per il PS una sconfitta che sa di rinascita
Pedrina: "Un risultato eccezionale" Cavalli: "Con alcune condizioni avrei potuto farcela"
BELLINZONA - Il buon risultato di Franco Cavalli per un seggio agli Stati non è bastato per far ottenere al Ticino anche un rappresentante progressista alla Camera alta. Ma questa volta la sconfitta è meno bruciante. Anzi, sembr...

BELLINZONA - Il buon risultato di Franco Cavalli per un seggio agli Stati non è bastato per far ottenere al Ticino anche un rappresentante progressista alla Camera alta. Ma questa volta la sconfitta è meno bruciante. Anzi, sembra lasciar intravedere qualche spiraglio di rinascita.

"Al di là di tutto Franco Cavalli ha fatto un risultato eccezionale, che per poco non è diventato un risultato storico" afferma Fabio Pedrina, consigliere nazionale uscente. "Da parte nostra come partito siamo riusciti a mobilitare tanta gente, ad allargare la base di sostegno al di fuori del PS. Purtroppo non abbiamo raggiunto questo obiettivo, che poteva compensare in parte la perdita del seggio al Nazionale."

Per il Partito socialista, ma anche per tutto il fronte rosso-verde e progressista in Ticino, queste elezioni federali costituiscono una batosta storica. I socialisti, nell'analisi del voto, leggono i risultati elettorali come il frutto da un lato delle difficoltà economiche e della difficoltà nel veicolare risposte convincenti in particolare sui temi dei bilaterali e dell’immigrazione, ma anche della disunione delle forze.

Se nemmeno un personaggio carismatico come Cavalli riesce ad essere eletto agli Stati, significa quindi che per la sinistra è impossibile accedervi?
"Strutturalmente sì, per la sinistra dovrebbe essere impossibile. Ma questa votazione ha dimostrato che ci siamo arrivati molto vicini, non da ultimo grazie anche alla personalità di Cavalli e alla sua abilità nel condurre la campagna. Non basta essere un buon socialista, ci vuole qualcosa in più per riuscire a penetrare negli altri partiti. Ma in questo secondo turno è penetrato ancora di più in maniera trasversale nella società e nei partiti ticinesi."

Quindi più di così Cavalli non avrebbe potuto fare. E se avesse corso Lurati?
"Sono due profili differenti. Anche Lurati avrebbe fatto un buon risultato, ma difficilmente sarebbe penetrato in modo trasversale negli altri partiti. Forse Lurati avrebbe mobilitato altre aree della società, ma penso che Cavalli sia riuscito a smuovere il fronte progressista e anche tante persone che probabilmente non sarebbero andate nemmeno a votare."

Lo stesso Franco Cavalli, pur con un pizzico di rammarico per aver sfiorato l'elezione, spera che il suo buon risultato funga da base di partenza per un ricompattamento della sinistra.

"Ho due sensazioni contrastanti" spiega il dottor Franco Cavalli. "Da una parte non posso che essere soddisfatto di questo risultato così buono che va al di là di ogni risultato che la sinistra si era mai immaginata di poter fare. D'altra parte è come quando uno alle Olimpiadi arriva quarto: ha fatto un buon risultato ma non sale sul podio. Per un soffio non ce l'ho fatta e fa male pensare che se ci fossero state alcune condizioni avrei potuto farcela."

Quali sono queste condizioni?
"Per esempio penso a tutte le traversie in estate per arrivare alla mia candidatura. Si può dire che c'è stata una parte del partito che non ha creduto in me" afferma Cavalli. "Potrei dirle comune per comune dove c'erano dei compagni che ci credevano - e il risultato è stato brillante - e dove invece ci si credeva di meno. Poi ha giocato quel complesso storico della sinistra ticinese di essere minoritaria, di pensare sempre che bisogna evitare il peggio portando acqua al meno peggio. Io l'ho detto in tutte le salse, ma sono convinto che la chiave di lettura più giusta sia questa: troppi elettori di sinistra, per una paura ingiustificata di Morisoli, hanno votato ancora Abate. Io avevo fatto diverse scommesse che avrei dato a Morisoli almeno 4'000 voti di distacco e in effetti glieli ho dati."

"Se non ci fossero state queste due debolezze psicologiche della sinistra ce l'avrei fatta."

Riguardo a Morisoli, mal comune mezzo gaudio?
"No, perché sapevo che non ce l'avrebbe fatta. Quello che a me fa molto piacere, perché si tratta dell'epicentro della politica ticinese, è che il risultato di Lugano è stato a dir poco strepitoso. Lugano ha sempre precorso un po' i tempi, anche quando c'è stata l'irruzione della Lega, e io spero che questo risultato positivo faccia riacquistare un po' più di fiducia in sé stessi alla sinistra."

La sua candidatura è riuscita a ricompattare la sinistra.
"Sicuramente, ed era anche uno dei miei scopi nel candidarmi. Io ero l'unico in Ticino che ha sempre creduto nelle mie possibilità. Ma a parte questo, che fa parte del mio carattere ottimista, io volevo poter dare un segnale in questo paese dove tutti pensano che in Ticino sono tutti leghisti, tutti di destra, per cui bisogna tirar dentro la testa e aspettare che finisca la tempesta. Io non ho fatto sconti a nessuno, ho parlato chiaro e questo dimostra che anche con un messaggio chiaro si possono raggiungere certi risultati."

Quindi si può dire che il risultato odierno sia un messaggio di speranza per la sinistra in vista delle prossime tornate elettorali?
"Tutto sommato sì."

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