Cerca e trova immobili
SVIZZERA

Rubik, "I clienti italiani hanno paura"

In attesa che prenda forma l'accordo fiscale tra l'Italia e la Germania, nella piazza finanziaria ticinese si teme la fuga. Tiziano Galeazzi (UDC): "Tutto dipenderà dall'aliquota liberatoria"
Keystone (archivio)
Rubik, "I clienti italiani hanno paura"
In attesa che prenda forma l'accordo fiscale tra l'Italia e la Germania, nella piazza finanziaria ticinese si teme la fuga. Tiziano Galeazzi (UDC): "Tutto dipenderà dall'aliquota liberatoria"
LUGANO - Tiziano Galeazzi è preoccupato. Sulla piazza finanziaria ticinese incombe un accordo che potrebbe farla sprofondare. L'accordo che fa tremare il settore bancario è l'ormai famoso "Rubik". L'es...

LUGANO - Tiziano Galeazzi è preoccupato. Sulla piazza finanziaria ticinese incombe un accordo che potrebbe farla sprofondare. L'accordo che fa tremare il settore bancario è l'ormai famoso "Rubik".

L'esponente della direttiva dell'UDC, attivo nell'ambito finanziario, si dichiara contrario a questo accordo. Il punto cruciale è l'aliquota liberatoria, o tassa liberatoria cioé quel prelievo sul capitale che consente al correntista estero di regolarizzare la propria posizione in Svizzera mantenendo l'anonimato e senza incorrere in conseguenze penali: "Se la Svizzera dovesse accordare all'Italia un'aliquota simile a quella tedesca, con una forbice che va dal 21 al 43%, per la nostra piazza finanziaria sarebbe la rovina".

Galeazzi, Rubik non è un regalo agli evasori, come dicono alcuni in Germania?
"La legge fiscale tedesca non la conosco nel dettaglio. Bisogna capire quanto sia pesante il carico fiscale in quello Stato. E' vero che se c'è qualcuno che porta da noi soldi dalla Germania, vuol dire che qualche vantaggio ce l'ha e non solo in termini fiscali ma anche per il buon servizio di Private banking che la Svizzera offre".

E come diceva prima, l'aliquota del 21-43% non andrebbe bene nell'accordo italo-svizzero...
"Sì, perché è un'aliquota è molto alta, troppo alta. Sarebbe un suicidio della piazza finanziaria svizzera".

Perché un suicidio?
"Perché l'italiano non ama pagare troppe tasse, cosi come tutti. L'italiano medio è stato tartassato per anni dal fisco, un carico sulle aziende dell'oltre 60% e sulle persone fisiche del 45-46% e non ha ricevuto quasi niente in cambio. Se io vado da un cliente italiano e gli dico che per sanare la sua posizione dovrà pagare il 20% o il 30% se non il 40% del suo capitale, sono certo che egli se ne andrà".

Ne è sicuro?
"Sono già molti i capitali partiti dal Ticino per lidi lontani. Dal Medio all'Estremo Oriente. Lo spettro di questo accordo innervosisce la piazza e mi spiace smentire il Presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri, signor Odier, che qualche giorno fa ha dichiarato che non vi saranno fughe di capitali dalla Svizzera".

Non è una paura esagerata? Sembra che l'accordo valga soltanto per persone fisiche e non per le persone giuridiche e fondazioni...
"No, che io sappia no. Nell'accordo dovrebbe esserci inserita la clausola che colpisce anche il beneficiaro (BO) della società."

E' vero che l'accordo tra Svizzera e Italia non c'è ancora...
"Basta fare un copia-incolla dell'accordo con la Germania, vedi quello con l'Austria, e cambiare qualche punto. E saranno proprio quelle modifiche a fare paura".

Perché fanno paura?
"Gli svizzeri dicono che andranno a Roma per trattare una tassa liberatoria con un'aliquota dell'8-12%. Ma siamo sicuri che l'Italia accetterà la nostra proposta?"

No, appunto perché come modello di riferimento c'è quello tedesco...
"Infatti. In tutti i casi bisogna ricordare che le aliquote fiscali italiane sono diverse da quelle tedesche. Noi ci basiamo anche sulle aliquote sugli scudi, che andavano dal 5% all'8%".

Nulla di paragonabile al 21-43% tedesco...
"Noi puntiamo al massimo sul 12%. Sono quotidianamente confrontato con il timore di clienti italiani che manifestano forti preoccupazioni sull'incertezza che regna attorno a questo accordo".

Lei, da quanto si intuisce, è contrario all'accordo...
"Sì, personalmente sono contrario. Il Consiglio federale lo ha giustificato dicendo che è fatto per salvaguardare il segreto bancario. Ma io non ci credo. Questo non è altro che l'anticamera del fishing expedition, che tra l'altro è già contemplata nell'accordo firmato con Germania e Regno Unito. Controlli a campione, 500 nomi all'anno per la Germania e 200 per il Regno Unito. E questo vuol dire che il segreto bancario non c'è più".

Tuttavia, diciamocela tutta, con questi accordi è la Svizzera che ne esce vincitrice. L'intenzione di Bruxelles di imporre lo scambio automatico delle informazioni non si è concretizzata e l'UE ne esce indebolita...
"In questa situazione non ci saranno né vincitori né vinti. A lungo termine, però, sarà l'UE a brindare".

Perché?
"La Svizzera, con questi accordi, è riuscita solamente a rimandare lo scenario futuro: lo scambio automatico dei dati. In materia di segreto bancario in questi anni la Confederazione sta accordando molte concessioni, mentre i nostri vicini austriaci e lussemburghesi non retrocedono di un millimetro. L'altro giorno hanno bloccato delle proposte atte a incrementare lo scambio di informazioni all'Ecofin".

La Svizzera è fuori dall'Ue...
"Abbiamo voluto, come sempre, fare i primi della classe. Rubik non è vincente per la Svizzera. Perché se la Svizzera concede un 20-30% di aliquota liberatoria sul capitale, nel giro di un anno perderemmo la metà delle 70 banche che ci sono a Lugano. Basta guardare il flusso di capitali in uscita nell'ultimo anno dalla piazza finanziaria svizzera e ticinese. Di tutto questo non saranno solo le banche a soffrire ma tutti i settori, come il commercio, le assicurazioni, la ristorazione, le fiduciarie, gli avvocati commercialisti, il turismo e senza dimenticare l'indotto fiscale ai comuni e al Cantone".

p.d'a.
 

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE