Un museo per Clay Regazzoni, il figlio dice no: "Usano il nome di mio padre per i loro interessi"

BELLINZONA - "E' ora che qualcuno si muove: per questo motivo, insieme a un gruppo di amici, ho deciso di creare in Ticino un museo dedicato a Clay Regazzoni". Giogio Keller, pubblicista e giornalista ticinese residente a Zurigo ha deciso di lanciare il progetto museo. Un desiderio che potrebbe diventare realtà nel giro di sei mesi. Come ha spiegato Keller, deluso per il fatto che a Lugano non sia stata ancora intitolata una via dedicata a Regazzoni, qualcosa si sta muovendo: "Si tratta di riunire sotto lo stesso tetto diverse macchine da corsa che l'indimenticato pilota ticinese - spiega a La Regione - vincitore di 5 gran premi fra il 1970 e il 1979, guidò negli anni della sua bella carriera, purtroppo interrottasi in modo brusco nel Gran Premio degli Usa Ovest di Long Beach nel marzo del 1980".
Il museo potrebbe trovare posto a Lugano, considerata la sede ideale per preservare il ricordo del pilota ticinese, "ma se dovessimo infatti incontrare problemi - osserva Keller, ci sarebbero soluzioni alternative oltre il San Gottardo".
Il figlio ha però espresso la sua contrarietà al progetto: "Questa gente - ha detto Gianmaria a LaRegione - usa il nome di mio padre soltanto per fare i propri interessi. Per questo motivo sono contrario all’iniziativa. Quando si trattava di versare contributi per la nostra fondazione, nessuno di questi personaggi si è fatto avanti. Da quando è deceduto il babbo, la nostra famiglia continua a sostenere l’associazione che lui ha creato in favore dei paraplegici. Non abbiamo certo dimenticato quanto ha fatto per gli altri. Rimandiamo perciò le critiche espresse al mittente e da parte mia chiudo qui".
Foto d'apertura: Tipress



