WWF lancia l'allarme: "Gli Svizzeri consumano tre pianeti"

BELLINZONA - Se tutti vivessero come viviamo noi in Svizzera, ci vorrebbero addirittura 2,8 pianeti per provvedere al nostro sostentamento. E' il dato shock emerso dal Living Planet Report del WWF in occasione della conferenza Rio +20. Il rapporto illustra l’andamento del consumo di risorse da parte dell’uomo e lo stato della natura.
L’impatto sulla natura è cresciuto di pari passo con l’aumento demografico e il consumo pro capite. La popolazione mondiale, attualmente, consuma una volta e mezzo le risorse che il pianeta sarà in grado di garantire a lungo termine. Il problema principale riguarda i Paesi del cosiddetto "Primo Mondo": chi ha molto, consuma troppo.
Basti vedere le nazioni in cima alla classifica: al primo posto svetta il Qatar che, con i suoi grattacieli e le lagune artificiali create nel deserto, ha un consumo di 6,6 volte le risorse disponibili sul pianeta.
Attualmente, il mondo ha un’impronta ecologica superiore a 1,5. In pratica, significa che l’umanità consuma un quantitativo di risorse superiore di una volta e mezzo a quello che la Terra può offrire nel lungo termine. Un americano consuma risorse come 13 afghani, e la Svizzera ha un'impronta più che doppia rispetto alla Cina.
"Non si intravede un miglioramento" osserva con amarezza il WWF: "i Paesi occidentali non riducono i loro consumi troppo elevati, mentre l’impronta ecologica dei Paesi emergenti, ancora moderata a confronto con quelli industrializzati, cresce ininterrottamente".
Nel contempo, sale anche il numero di abitanti della Terra che alla fine del secolo potrebbe arrivare a toccare i 10 miliardi.
Nello sviluppo della popolazione, pertanto, si potrà riporre più speranza che nel consumo di risorse pro capite: “Potremmo stabilizzare o addirittura abbassare l’impronta ecologica”, dichiara Felix Gnehm, esperto dello sviluppo di WWF Svizzera. “Ma di sicuro non accadrà da sé. Solo la presenza di consumatori più parsimoniosi, più consapevoli dell’ambiente e della qualità potrà salvare il mondo.” Energia, mobilità e alimentazione sono pertanto i fattori decisivi.



