"Il rock 'n' roll è in inglese". Parola dei Club Voltaire

COMO - Li incontro nella "Tana dell'orso", una sala prova un paio di metri sotto terra dalla quale sono passati musicisti di ogni generazione. Loro sono i Club Voltaire, giovani comaschi che con il loro primo EP "About The Surface" hanno raggiunto, nella prima settimana di uscita, il quarto posto nella classifica rock di iTunes Italia e il ventesimo in quella generale.
Insieme dal 2009, Lorenzo (chitarra), Niccolò (basso), Antonio (chitarra) e Matteo (batteria) vengono da precedenti esperienze musicali sempre nel solco del rock. "Il desiderio era quello di una band con un suono anni '60 e con un lavoro vocale plurale. Nel senso che chi scrive la canzone, poi la canta". Le loro influenze musicali sono abbastanza chiare: Beatles, Blur, gli Who nella loro fase beat, ma anche i gruppi della scena inglese r&b, soul e brit pop degli anni Novanta. Alla domanda sul perché non cantano in italiano, rispondono seccamente: "Il rock 'n' roll è in inglese".
Il vostro primo Ep si chiama "About the Surface". Qual è l’essenza dei Club Voltaire?
"La volontà di riprendere i cliché dei generi di riferimento per rimescolarli. Non abbiamo la presunzione di fare per forza qualcosa di innovativo: cerchiamo di fare musica non banale ma che arrivi facilmente alla gente, con passione e voglia".
I singoli del disco sono "I'm Loving You" e "Next". Come potete descriverli?
"Il primo è il pezzo più diretto dell'EP, che è stato regalato in download ai fans. "Next", invece, è più radiofonico, e fonde le due realtà sonore vintage e anni Novanta".
Il capolavoro di "About the Surface" secondo me, è "On Your Shoulder".
"Era nata come ballata chitarra e voce, ma poi sullo scheletro c'è stato un grande lavoro corale. I nostri pezzi spesso nascono direttamente in studio, e si formano man mano fino a diventare le canzoni finite".
Avete fatto un minitour tra Nord Italia e Germania. E in Canton Ticino avete previsto delle date?
"Sarebbe nostro interesse suonare in Ticino, e da tempo vogliamo puntare alla scena musicale ticinese. Sia per la vicinanza, sia per l'accoglienza: c'è un modo di vivere la musica live molto più attivo rispetto alla scena comasca".




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