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30/06/2017 - 17:15

«Riprendete a lavorare, l’anno prossimo sarete reimpiegati da un nuovo consorzio»

Il Consiglio di Stato scrive ai dipendenti della società Navigazione Lago Maggiore offrendo loro «una solida alternativa» al disimpegno della stessa società per la fine di quest’anno

TI Press
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BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha trasmesso oggi una lettera aperta al personale residente in Svizzera della società Navigazione Lago Maggiore e alle sue rappresentanze sindacali. Il testo integrale del messaggio è riprodotto qui di seguito.

«Come già espresso verbalmente lo scorso 26 giugno a Locarno dal Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli e dal Consigliere di Stato Claudio Zali, il Consiglio di Stato si rammarica della difficile situazione in cui si è venuto a trovare il personale svizzero della Navigazione Lago Maggiore (NLM), che si è visto rescindere il contratto di lavoro per fine 2017.

Cionondimeno il Governo conferma anche in questa sede il proprio risoluto impegno a voler contribuire ad offrire, a partire dal 1. gennaio 2018, una solida alternativa al disimpegno della NLM sul bacino svizzero del Verbano. L’alternativa include il servizio pubblico sul lago in territorio elvetico, che sarà sostenuto dagli usuali contributi previsti dalla Legge sui trasporti pubblici del 6 dicembre 1994 e, se i negoziati in corso per la costituzione di un consorzio tra le concessionarie dovesse concretizzarsi, anche l’offerta turistica sull’intero Lago Maggiore, di cui oggi non si sfrutta pienamente il potenziale. A nostro modo di vedere tale alternativa permette di migliorare l’offerta per la popolazione, per i turisti e, necessitando di personale qualificato, rappresenta una solida garanzia di lavoro per le persone che hanno esperienza nel settore della navigazione lacustre.

L’alternativa passa necessariamente dal coinvolgimento della NLM, che già si è dichiarata disponibile, poiché questa società è l’unica che dispone oggi di battelli, cantieri nautici e infrastrutture o diritti di approdo sul Verbano. Ma soprattutto NLM è l’unica concessionaria sul Lago Maggiore, ciò che rende inevitabile una sua collaborazione. Unitamente alla NLM è stata coinvolta nel progetto la Società navigazione del lago di Lugano (SNL), anch’essa disponibile, l’unica società in Ticino che dispone del know how inerente all’organizzazione di servizi di linea e turistici di questa natura e che sia in grado di assicurare il servizio di linea su grande scala. Questa alternativa necessita ovviamente anche di personale qualificato, che non può che essere quello oggi alle dipendenze della NLM in stato di agitazione.

A settembre sarà disponibile il business plan che permetterà di passare dalla fase progettuale a quella delle decisioni, affinché il consorzio tra le due società, sostenuto dal finanziamento pubblico per quanto riguarda il servizio di linea sul bacino svizzero, possa diventare una realtà dal prossimo gennaio. Il Consiglio di Stato si rammarica del fatto che questa fase progettuale - condotta dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano e dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni sulla base del Memorandum di Intesa - non abbia potuto avvenire in precedenza, ma oggi non è possibile ridurre i tempi di consegna di questo importante documento, elemento fondamentale per la definizione dei dettagli organizzativi. Come proposto il 26 giugno, il Consiglio di Stato si è comunque impegnato ad organizzare un incontro prima di tale data tra i rappresentanti del personale, la NLM, la SNL e l’Ufficio federale dei trasporti, allo scopo di fare il punto della situazione e tenere costantemente informato il personale sull’evoluzione del progetto, incontro che si terrà il prossimo 2 agosto.

A mente di questo Governo ci sono quindi tutti i presupposti affinché il personale che si è visto rescindere il contratto di lavoro dalla NLM per fine 2017 possa essere reimpiegato dal nuovo consorzio a partire dal 1. gennaio 2018, sotto la tutela di un contratto collettivo di lavoro. Nella misura in cui la nuova gestione saprà sviluppare l’offerta turistica, che oggi è sostanzialmente limitata, le necessità di personale cresceranno nel tempo e rappresenteranno una bella e qualificata realtà occupazionale.

Per queste ragioni, confermando la garanzia del massimo impegno del Governo nel favorire la realizzazione di quanto previsto nei tempi stabiliti, che non dipende dal solo Consiglio di Stato ma dalla volontà concorde di diversi attori, esortiamo il personale in sciopero a voler riprendere il lavoro al più presto, affinché alla situazione già difficile non si aggiungano ulteriori problemi, anche a livello negoziale con i partner italiani, tali da ritardare o mettere a rischio la concretizzazione dell’alternativa di cui sopra.

Il Consiglio di Stato ritiene che lo sciopero abbia dato un segnale chiaro, le richieste del personale sono altrettanto chiare, la volontà di risolvere la situazione al meglio coinvolgendo anche le rappresentanze del personale viene qui ribadita e confermata. Ora si tratta di avere il tempo necessario per potere dare una risposta concreta a tali richieste sulla base di documenti certi, affinché le garanzie richieste dal personale possano davvero essere considerate tali»

Per i sindacati le posizioni restano distanti - La delegazione sindacale commenta però come «le posizioni tra le parti restano distanti: a conti fatti l’autorità cantonale non fornisce nessuna rassicurazione per i lavoratori e le lavoratrici». Sev, Unia e Ocst invitano dunque tutti alla manifestazione che si terrà domani, sabato primo luglio, a Locarno alle 14.00, con ritrovo al debarcadero.

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8 commenti da TIO
WGWG - 1 Luglio alle 05:53
Fidarsi del Governo ma scherziamo non sanno nemmeno loro cosa stanno facendo. Di sicuro non rispettando la voce del popolo " sovrano " . Sono stati anche tacciati da bugiardi dai nostri vicini di casa. Continuare lo sciopero è non mollare. Gli italiani che ritirino i loro pontili le loro barchette ruggini malridotte e super inquinanti e che si ritirino nel loro stivale. È il nostro governo che la smetta di foraggiare a suon di bigliettini quei falliti.

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