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LUGANO

17/02/2017 - 17:43

Violentò la nipotina: condannato a 7 anni e mezzo

Abusò un’ottantina di volte della bambina: «Ha agito con una totale assenza di scrupoli»

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LUGANO - Iniziò ad abusare di lei quando aveva dieci anni. Nonno e nipotina erano nella cantina di casa per giocare al computer e guardare Youtube. La scena di normalissima quotidianità, però, s’infranse bruscamente quando sullo schermo del pc apparve un video pornografico e le mani del nonno percorsero strade indicibili. Da quel giorno del 2011, gli abusi continuarono per quasi quattro anni, quando la nipote riuscì a dire basta.

 Il capitolo conclusivo alla vicenda, però, è stato scritto oggi dalla Corte delle assise criminali di Lugano, presieduta dalla giudice Rosa Item, che lo ha condannato per tutti i capi di imputazione: ripetuta coazione sessuale, ripetuta violenza carnale, ripetuti atti sessuali con fanciulli, incesto e pornografia. L’uomo dovrà espiare  a 7 anni e mezzo di carcere, il divieto di qualunque attività a contatto con i minori e un trattamento ambulatoriale in carcere. «Ha dimostrato di essere pronto a tutto pur di appagare i suoi bassi istinti sessuali», ha detto la giudice, aggiungendo che «non ha mai avuto un solo pensiero o un solo rimorso».

 «Ha tradito in modo bieco tutta la famiglia, agendo sotto i loro occhi e in un luogo, la casa dei nonni, in cui la bambina aveva il diritto di sentirsi al sicuro», ha tuonato Rosa Item. Ad aggravare la posizione dell’uomo anche il suo comportamento durante l’inchiesta, quando inizialmente ha cercato di imputare l’iniziativa alla nipote. «Ciò mostra che non ha maturato la presa di coscienza di ciò che ha fatto. Vi è assenza di pentimento e ravvedimento». La corte ha concesso all’uomo alcune attenuanti minori: «Le minime ammissioni», di aver riconosciuto i risarcimenti alle vittime, l’età dell’uomo (70 anni) e il fatto che se uscirà dal carcere sarà del tutto solo.

 A convincere i giudici è stata la testimonianza della giovane: «La corte non ha nessun dubbio sulla credibilità della vittima: in nessun caso si è contraddetta e non ha mai calcato la mano o ingigantito i fatti», ha detto Rosa Item. A corroborare il racconto della fanciulla vi sono anche fatti esterni, in particolare le ricerche fatte su internet: dove l’uomo ha cercato informazioni su alcune pratiche sessuali, alle quali ha poi costretto la nipote. Riconosciute le colpe dell’uomo anche nei confronti di un’altra bambina appartenente alla sua stessa famiglia.


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