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LUGANO

12/08/2012 - 15:00

Hanno nuotato per 20 km da Agno a Lugano

Sono stati per 6 ore in acqua. Christian Pfeiffer ci spiega che non basta avere un fisico bestiale. "Allenati sì, ma di testa"

Articolo di sa.fe.
Ti Press/ C. Reguzzi




LUGANO - Si chiamano Ronnie Spielhofer di ponte Tresa, Roberta Bernet di Bedenswill (Zurigo) e Christian Pfeiffer di Lugano. Sono i tre nuotatori protagonisti  della maratona di nuoto da Agno a Lugano che si è svolta domenica mattina. I tre hanno percorso 20 chilometri in acqua. L'obiettivo non era di sfidarsi in una gara, ma solo di divertirsi e sfidare le proprie forze. Nella lunga traversata i tre esperti nuotatori erano accompagnati da un gruppo di canoisti.

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L'avventura è iniziata questa mattina alle 6.00 ad Agno e si è conclusa alle 12.00a Lugano, dopo 6 ore di nuoto. È Christian Pfeiffer a raccontarcela: "La sveglia in realtà è suonata alle 4.00 e dopo una magiata di pastasciutta, io e Roberta siamo partiti per Agno. Ronnie si è unito a noi solo più tardi e si è immerso nel lago a Melide". La prima ad entrare in acqua è stata Roberta, a cui è stato regalato per cavalleria 15 minuti di bonus. "Durante gli allenamenti - ci ha spiegato Christian - ci siamo accorti che io nuotavo troppo velocemente, e quindi abbiamo deciso di permettere a Roberta di avere un vantaggio di almeno di 15 minuti".

L'impresa non è stata affatto una passeggiata. Dopo due ore di nuoto arriva oltre alla stanchezza anche la fame. "Ci siamo portati da mangiare e ogni due ore  prendevamo barrette energetiche, mini confezioni di nutella. Ho mangiato anche una banana" ci dice soddisfatto Christian. Come detto la maratona non era competitiva, quindi non c'è vincitore. "L'arrivo a Lugano è avvenuto in gruppo" ci tiene a sottolineare Christian. Il motivo di questa impresa? "Non c'è un vero motivo. Lo scorso anno lo abbiamo fatto a Zurigo, dove abbiamo nuotato per 26 km. Volevamo ripetere l'esperienza di attraversare un lago in acqua libera".

Un'impresa che non è da tutti. Bisogna avere il fisico bestiale che hanno loro tre. "Non è solo una questione di allenamento fisico- ci dice Christian - ma soprattutto mentale. Si nuota anche con la testa e bisogna essere preparati da quel punto di vista. Quando arrivano i primi dolori o la fame ad esempio, non bisogna pensarci, si deve andare avanti ed essere mentalmente forti".

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