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SVIZZERA

27/05/2012 - 13:14

Esodo di Pentecoste, pesante il bilancio

Due morti, decine di incidenti e code chilometriche. Sulle strade svizzere la giornata di ieri è stata molto difficile. Interrogativi tra i vacanzieri in coda

Nell'immagine Keystone l'incidente di Montpreveyres




LUGANO - E' pesante il bilancio dell'esodo di Pentecoste sulle strade svizzere. Sono stati due gli incidenti mortali accaduti nella sola giornata di sabato. Oltre alla morte del 51enne ticinese sulla A13, nei Grigioni, si registra il decesso di un motociclista a Montpreveyres, nel canton Vaud. Numerose le segnalazioni di incidenti provenienti dai comandi delle varie polizie cantonali.

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Keystone

Particolarmente intenso è stato il traffico sull'asse nord-sud. Le code al portale nord del San Gottardo hanno cominciato a formarsi già ieri mattina alle prime luci dell'alba e hanno raggiunto il picco dei 12 chilometri. Tre ore hanno dovuto attendere gli automobilisti prima di accedere alla galleria stradale che conduce in Ticino. I ponti di maggio sono occasione per riaprire il dibattito sulla capacità delle autostrade svizzere di contenere l'afflusso, sempre maggiore, di veicoli in transito.

Per i tanti vacanzieri che arrivano dalla Svizzera Nordalpina, dalla Germania, dalla Francia e dal Benelux la galleria del San Gottardo rappresenta un vero e proprio incubo. Basta una piccola inchiesta tra i vacanzieri stranieri in coda per rendersi conto dell'amarezza e degli interrogativi che essi si pongono. La domanda che il popolo dei vacanzieri si pone è come mai in Svizzera ci sono così tanti cantieri e come mai al Gottardo da 30 anni bisogna stare in colonna. Domande banali, ma che provengono da persone che vivono realtà completamente diverse in fatto di viabilità. Se si pensa che a nord di Basilea e a sud di Chiasso si stanno completando i lavori di ampliamento della terza corsia di lunghi tratti di autostrada e si stanno costruendo, in Germania, nuovi parcheggi per i camionisti lungo la Basilea-Karlsruhe per far fronte all'aumento del numero dei tir sulle autostrade tedesche, ci si può rendere conto perché, dall'esterno, le tre ore di attesa per attraversare le Alpi possono sembrare perlomeno bizzarre.

La maggiorparte del popolo svizzero è convinto che il futuro si chiama trasporto intermodale, privilegiata la visione dell'incremento del trasporto di merci e persone sulla ferrovia. Una politica che, tra l'altro, è presa a modello dall'Unione Europea. In Italia, per esempio gli interporti si sono moltiplicati negli ultimi anni e il Paese è all'avanguardia nel trasporto intermodale. Verona ne è un esempio per quanto riguarda l'asse Brennero-Monaco di Baviera.

In Germania, invece, il dibattito politico si concentra in queste ultime ore, sull'introduzione di una vignetta obbligatoria sul modello svizzero, proposta dal ministro dei trasporti dei cristiano-sociali Peter Ramsauer. I liberali, alleati di governo, sono però contrari, fedeli al principio secondo cui i cittadini non devono essere tartassati con tasse e balzelli.

Tornando in Svizzera, oggi, sul fronte traffico è una giornata tranquilla. Si attende il controesodo di domani. Le code, questa volta, si formeranno a sud del San Gottardo. Fedeli alla tradizione.

p.d'a.

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