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SANT'ANTONINO

11/01/2012 - 11:39

A caccia di raggi cosmici nei cieli ticinesi

Il Gruppo Astronomico Tradatese in volo per rievocare lo storico volo del 1912 che permise di dimostrarne l'esistenza

Foto FVR Franjo M.




SANT'ANTONINO - E' partita questa mattina da uno spiazzo d'erba di Sant'Antonino la missione "Vhanessa". Si tratta di una spedizione scientifica organizzata dal G.A.T., Gruppo Astronomico Tradatese, che ha l'obiettivo di replicare, ad un secolo di distanza, gli esperimenti del fisico austriaco Victor Hess che portarono alla scoperta dei raggi cosmici.

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Questa mattina due delegati del G.A.T. sono saliti a bordo di una mongolfiera, insieme al pilota e alla strumentazione necessaria per "catturare" i raggi cosmici, che nel 1936 valsero il Nobel ad Hess. Il pallone è salito ad una quota di 6000 metri al fine di effettuare misure dosimetriche della radiazione ionizzante presente in atmosfera ad alta quota. "Vhanessa" è proprio l'acronimo che indica il tipo di ricerca che viene effettuata.

In un primo momento, si legge sul sito dell'associazione tradatese, la spedizione sarebbe dovuta partire da Barbengo, ma poi si è optato per il Sopraceneri. "La spedizione ha quindi un grande valore storico e rievocativo. Sarà interessante confrontare direttamente le misure rilevate  sia con i dati storici che con quelli più recenti: potrebbero anche  emergere notevoli sorprese".

"Il termine raggi cosmici non deve confondere" spiega il G.A.T. sul suo sito. "Di solito, col termine raggi siamo abituati a pensare ad esempio alla radiazione solare, quindi a fotoni privi di massa. In realtà le astro-particelle, storicamente chiamate raggi cosmici, possiedono una massa, tipo quella dell’elettrone e del protone. Sono quindi particelle, o "frammenti" di atomi, che possiedono grandi energie per la semplice ragione che viaggiano a velocità relativistiche (ossia quasi prossime alla velocità della luce). Esse provengono da varie sorgenti situate nello spazio, la cui natura non è fino ad oggi del tutto chiara: uno dei motivi per cui si studiano queste particelle è proprio l’individuazione delle loro sorgenti.
Le principali sorgenti di cui si ipotizza la provenienza dei raggi cosmici sono stelle di grande massa e galassie attive, quindi resti di supernove, buchi neri, quasar e blazars".
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