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CADENAZZO

06/02/2017 - 10:35

Licenziamenti al centro pacchi, Syndicom non ci sta

PostLogistics ha deciso di tagliare 7 posti di lavoro presso la sede di Cadenazzo. Il sindacato stigmatizza: «Ai dipendenti non sarà data alcuna garanzia di reimpiego»

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CADENAZZO - I licenziamenti presso il centro pacchi di Cadenazzo hanno lasciato l'amaro in bocca a Syndicom. «Stigmatizziamo la decisione di Postlogistics di sopprimere 7 posti di lavoro» - sottolinea il sindacato in un comunicato stampa, soprattutto perché «nonostante siano sottoposti a piano sociale» ai dipendenti «non sarà data alcuna garanzia di reimpiego nelle divisioni del gruppo».

I tagli, che giungono dopo la recente esternalizzazione di diversi servizi, coinvolgono pure collaboratori di una certa età. «Molti degli interessati sono cinquantenni. Padri di famiglia con maggiori difficoltà di reimpiego nel mercato del lavoro».

Il sindacato poi attacca il Gigante Giallo. «La Posta continua a definirsi un datore di lavoro sociale ma nella pratica si disinteressa del futuro dei propri collaboratori. Il motivo di questa ennesima riorganizzazione - specifica ancora Syndicom - sarebbe da attribuire a PostMail che ha deciso di riprendere un lavoro svolto fino ad oggi da PostLogistics». La problematica, riferita dal sindacato è che tutti i settori interni, pur appartenendo alla Posta, hanno una gestione autonoma finalizzata a ottimizzare i costi ed ottenere il massimo profitto. «Questo crea inevitabili conflitti e concorrenza all’interno della Posta. Ancora una volta questa competizione si fa a scapito del personale». 

Il Sindacato accusa PostLogistics di tenere una «politica del personale inaccettabile» per un'azienda che appartiene alla Confederazione. «Ha ultimamente esternalizzato molti posti di lavoro non assumendosi nemmeno più la responsabilità di garantire un impiego ai propri collaboratori di lunga data». 

Syndicom chiede quindi alla direzione di PostLogistics di «sospendere il processo di ottimizzazione fino a quando non saranno trovate delle occupazioni alternative ragionevoli per i dipendenti toccati da queste misure. Il lavoro - conclude il sindacato - non manca a Cadenazzo ma esso è affidato in maniera crescente a ditte esterne che offrono condizioni generali di impiego nettamente inferiori a quelle della Posta».

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4 commenti da TIO
vulpus - 6 Febbraio alle 17:06
Oramai la posta sta grattando il fondo, pur di foraggiare sempre in maggior misura gi azionisti.
È ora e tempo che la politica si attivi in maniera vigorosa contro questo continuzo smntellamento di servizi.
Gli uffici postali vengono chiusi, con la scusa che i clienti non si servono più degli uffici. Realtà costantemente sbugiardata: per spedire una lettere bisogna fare code fino a 20 minuti.
Il servizio distribuzione vede questi funzionari costantemente sotto pressione, in corsa, per fare presto a consegnare il tutto entri certi orari. Ma diminuendo il personale addetto, che sia sul terreno a consegnare o a Cadenazzo a smistare, i tempi si allungano .E la Posta sembra non percepire quanto sia importante la consegna puntuale al mattino, per le aziende che si servono diq uesto servizio.
Oppure si stà cercando in tutte le maniere di direzionare la distribuzione sugli operatori privati?I quali naturalmente sicuramente non trattano i loro dipendenti alla stregua dell'azienda parapubblica.

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