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CHIASSO

18/06/2015 - 15:32

Merci pericolose, il Municipio: "In caso di incidente, la catastrofe è servita"

Chiasso chiede all'Ufficio federale dei trasporti di essere dotata di treni di spegnimento perevitare episodi come quello dello stabile Fela

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CHIASSO - Oltre 3'000'000 di tonnellate di merci pericolose attraversano ogni anno il Canton Ticino su binari sempre più congestionati: 1'000'000 di tonnellate sale il Ceneri, attraversa Lugano, percorre il ponte diga di Melide e si ferma a Chiasso. Il resto passa per il Gambarogno sino a Luino.

È quanto ha appreso il Municipio di Chiasso dalla documentazione inerente ai rischi per la popolazione, derivanti dal trasporto di merci pericolose su ferrovia, pubblicata a cura dell’ Ufficio federale dei trasporti (UFT) con data febbraio 2015.

In considerazione della pericolosità del carico, l’UFT ha identificato due zone “rosse” in Ticino. Una di queste è costituita da un tratto di 3,1 km a Chiasso, sul quale è stato identificato un rischio elevato, generato dalla quantità delle merci pericolose trasportate e dalla densità della popolazione, siccome notoriamente la stazione ferroviaria internazionale di Chiasso divide in due la cittadina.

Oltre a ciò, in data 20 maggio 2015 a Mendrisio ha avuto luogo un incendio di una struttura di proprietà delle FFS, un ex magazzino merci affittato alla ditta Fela SA di Cadenazzo sempre ad uso magazzino, situata ai margini dei binari della stazione da un lato, e dall’altro a stretto contatto con la strada cantonale.

"In quest’occasione - scrive il Municipio all'UFT - , tutte le vostre assicurazioni per cui, disponendo Chiasso di un vagone cisterna di vecchia generazione e di un normale carro merci piatto (che non costituiscono affatto un treno di spegnimento), manovrato da membri della difesa dell’impresa di milizia per la gestione di eventi ferroviari, questa struttura antiquata sarebbe entrata in funzione nel giro di 30 minuti, si sono dimostrate completamente errate".

"Infatti - incalza il Municipio -, l’incendio si è sviluppato alle ore 22.00; il carro cisterna di Chiasso, a causa della mancanza di personale non ha potuto essere utilizzato e non è partito, stante la circostanza che la struttura a difesa dell’impresa FFS di Chiasso dal 1. aprile 2015 è confrontata con una serie di difficoltà che le impediscono di far fronte agli interventi".

Il treno di spegnimento in dotazione a Bellinzona è entrato alla stazione di Mendrisio alle ore 24.00: "un’ora e trenta dopo che ne è stata fatta richiesta - prosegue la nota -, e ciò contrariamente alla vostra assicurazione secondo la quale si sarebbe potuto raggiungere Chiasso in 20 minuti, 5 minuti di tempo d’intervento e 15 minuti di viaggio". "L’incendio - si prosegue - è stato domato unicamente grazie all’intervento del Corpo Civici Pompieri di Mendrisio e al Corpo Civici Pompieri di Chiasso".

Il Municipio di Chiasso ritiene che la stazione internazionale di Chiasso, i cui binari raggiungono un’estensione di oltre 100 Km lineari, sia "del tutto sprovvista dei necessari mezzi d’intervento per combattere, sia i rischi per la popolazione derivanti dal trasporto di merci pericolose su ferrovia, sia incendi di qualsiasi natura in area ferroviaria. Se inoltre i due treni di spegnimento previsti alle entrare delle gallerie del Monte Ceneri e del San Gottardo servono unicamente per la protezione dei rispettivi tratti in galleria, non si può far altro che desumere che il resto del percorso ferroviario sul territorio del Canton Ticino rimane scoperto e in particolare ciò avviene a sud di Melide, ossia a Chiasso".

Durante tutto il periodo in cui a Milano si tiene EXPO 2015, la precedenza è concessa ai convogli passeggeri, con il risultato che sull’area della stazione ferroviaria internazionale di Chiasso, sostano a lungo vagoni ferroviari, contenenti merci pericolose in attesa che venga composto un convoglio unicamente di questa categoria e che lo stesso riceva il nulla osta delle Autorità italiane al transito. "In caso di incidente - sottolinea il Municipio -, la catastrofe è servita. E non si dispone di alcun mezzo con cui farvi fronte".

Chiasso richiede quindi che la Stazione ferroviaria di Chiasso, al confine con lo Stato italiano, a causa della propria morfologia, dell’elevato transito di vagoni contenenti merci pericolose e della densità della popolazione ivi residente, "sia con urgenza munita di un treno di spegnimento, moderno, efficace e funzionante atto quindi a combattere ogni eventuale evento, che Dio non voglia si verifichi mai".


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