Mafia, 38 milioni sequestrati. Scoperti conti svizzeri

Sequestrati appartamenti e conti bancari anche a Varese
VARESE - Beni per un valore di 38 milioni di euro, riconducibili al boss latitante Matteo Messina Denaro e alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, sono stati sequestrati dai carabinieri di Trapani. Il sequestro avviene dopo l'arresto di esponenti di spicco dell'organizzazione criminale e l'individuazione di un ingente patrimonio comprendente aziende olearie, attività commerciali, abitazioni, terreni e numerosi rapporti bancari.
Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sono partite dalla Sicilia e hanno toccato città quali Milano, Varese e Trieste. Non solo. Nell'insieme dei sequestri spiccano anche conti svizzeri.
I beni oggetti del provvedimento di sequestro fanno capo a Filippo Greco, Simone Mangiaracina e Vito Signorello, ritenuti esponenti del clan di Messina Denaro e agli imprenditori Antonino Moceri e Antonino Francesco Tancredi, arrestati il 12 dicembre del 2011 per associazione mafiosa e fittizia intestazione di beni.
Di spicco risulta essere il personaggio Filippo Greco, titolare di società edili e immobiliari provincia di Varese, uno dei maggiori finanziatori della cosca. Le indagini hanno consentito di documentare la presenza di conti svizzeri cifrati riconducibili proprio a Filippo Greco. In provincia di Varese sono stati sequestrati alcuni appartamenti e conti correnti bancari a Sesto Calende e Gallarate.
Secondo quanto riportano gli inquirenti, le aziende gestite dai clan da un lato riciclavano denaro sporco, mentre dall'altro potevano mostrare di avere tutte le garanzie necessarie per ottenere finanziamenti pubblici. E il denaro sporco finiva anche in Svizzera.
Il sequestro ha colpito 2 strutture industriali, 4 società attive nel settore olivicolo, 181 immobili, tra cui ville, appartamenti, magazzini e terreni agricoli, 20 autovetture, nonché 43 rapporti bancari e 5 polizze assicurative.




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