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ASCONA

17/06/2012 - 16:29

Rampazzi e i terreni alla Maggia: "Mi dicevano a Portofino..."

Il promotore del referendum, Piergiorgio Nessi, e l'ex sindaco Aldo Rampazzi a confronto sul voto odierno di Ascona

Articolo di Andrea Stern




ASCONA - Un chiaro NO all'edificazione dei terreni sul delta della Maggia. Un NO che secondo i progressisti del Borgo travalica la dimensione comunale e si inserisce in un discorso più ampio, cantonale ma anche nazionale, di salvaguardia di quel poco verde rimasto. Secondo l'ex sindaco, invece, un NO isolato che va a colpire una delle aziende che più di tutte dà lustro al nome di Ascona nel mondo. Ecco le loro valutazioni.

"Noi volevamo che si esprimesse il cittadino e l'ha fatto, esprimendo una chiara volontà" spiega, con soddisfazione, Piergiorgio Nessi, tra i promotori del referendum che ha raccolto oltre il 69% dei consensi. "Loro hanno fatto una grande campagna contro di noi, ancora lunedì hanno mandato fuori dei volantini in cui accusavano il nostro gruppo, i Progressisti di Ascona, di demagogia e retorica. Ma a noi interessava solo la salvaguardia del territorio, altro che demagogia."

Qualcuno vi accusava di aver lanciato il referendum solo per scopi elettorali.
"Ma non è colpa nostra se il 30 gennaio 2012 hanno fatto passare questo messaggio in Consiglio comunale. Noi il referendum potevamo farlo solo in quel momento, non potevamo mica aspettare il primo aprile..."

Questa vittoria può andare ad inserirsi in un filone più ampio?
"Sicuro. Anche a Locarno vogliono edificare qualcosa come 15'000 più 22'000 metri quadrati di terreno, ma probabilmente anche lì la popolazione si esprimerà contro. Noi come comitato siamo contenti della volontà della popolazione. Probabilmente questo voto non è stato solo un voto locale, ma di interesse generale."

Una vittoria ottenuta da soli contro tutti...
"A favore del referendum eravamo noi progressisti e i Verdi, contro liberali, PPD e Lega. Il primo aprile abbiamo fatto 170 schede, mentre oggi si sono espressi dalla nostra parte 1100 elettori. Quindi 900 persone di altri partiti hanno sostenuto la nostra causa. Noi nelle nostre circolari non abbiamo mai messo il logo PS, anche se sapevano tutti che eravamo noi, perché il nostro interesse era solo quello di salvare questi bellissimi terreni."

Il nuovo sindaco Pissoglio si è ritrovato la patata bollente lasciatagli dall'ex sindaco, Rampazzi...
"Ha dovuto difendere la modifica del Piano regolatore, come deciso dal precedente Municipio. Però sentiva già dall'inizio che andava a perdere."

E l'ex sindaco, Aldo Rampazzi, come valuta questa netta bocciatura?
"La cosa non mi sorprende" afferma Aldo Rampazzi, raggiunto durante un'escursione in montagna, "però è peccato perché le motivazioni sono state un po' stravolte. Si è parlato di cementificazione, che non è sicuramente la politica del comune di Ascona. Basta guardare il Piano regolatore com'è adesso, con degli indici molto bassi. Mi spiace per il modo in cui è stato portato avanti il discorso, però oramai..."

Perché? Ci sono stati metodi scorretti?
"No, ma si è puntato su argomenti un po' esagerati, come la cementificazione, appunto. È sempre difficile con queste cose. La richiesta era fatta da una società che investe molto a Ascona, per cui sapevamo che comunque i soldi sarebbero rimasti qui. Noi abbiamo accettato la loro proposta, ridimensionandola, proprio per questi motivi. Comunque la votazione è fatta, basta che ora il Piano regolatore possa essere pubblicato, per le altre parti almeno."

Questo voto può rientrare in un discorso più ampio?
"No, io credo che sia un caso unico. Io credo che l'ente pubblico deve agire in sintonia con il privato, creare le premesse affinché il privato investa. L'azienda agricola dei Terreni alla Maggia fa una pubblicità per Ascona davvero importante, lei trova i loro prodotti in tutto il mondo, col nome di Ascona. Il Comune ha sempre agito facendo la sua parte perché Ascona sia un comune di qualità. Questo era un caso un po' particolare, ma non ce ne sono altri adesso sul tavolo."

Però questo voto potrebbe scoraggiare altre iniziative private...
"Io un po' di tempo fa mi trovavo a Portofino e un commerciante del posto mi diceva che il loro problema è che gli alberghi non investono più. Avendo avuto noi la fortuna di trovare qualcuno che voleva investire ancora nel settore alberghiero, la modifica del PR ci sembrava un passo proponibile. Però, ripeto, questa era una situazione molto particolare, non credo che altri privati possano essere scoraggiati da questo voto."

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