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09/05/2012 - 18:36

I fratelli ticinesi che bloccano la Valsolda: "Rivogliamo solo i nostri posteggi"

L'ingegnere Casanova spiega il ricorso vinto contro l'ANAS. Ma la questione è in via di risoluzione

Articolo di Andrea Stern




VALSOLDA – All’iter travagliato della nuova strada della Valsolda si è aggiunto un nuovo ostacolo, svizzero per di più. Come ha riportato l’edizione de “Il Giorno” di oggi, 3 fratelli ticinesi hanno presentato un ricorso contro l’esproprio dei loro terreni in Valsolda, 12 anni fa, e ieri il Tar di Milano ha dato loro ragione.

I fratelli, a dire il vero sono 4, ma la loro intenzione non è affatto quella di ritardare l’agognata inaugurazione del cantiere, bensì di avere dei posteggi per le loro abitazioni in Valsolda, posteggi che hanno avuto fino a 20 anni fa, all’inizio del cantiere.

A delineare i contorni della vicenda ci ha pensato uno dei 4 fratelli, l’ingegnere luganese Alfio Casanova.

"Noi con il nostro ricorso chiedevamo unicamente di lasciarci dei posteggi sui nostri terreni” afferma Casanova, “ma loro si sono sempre opposti, volevano lasciarci lì con 3 case ma senza posteggi."

"Visto che quei terreni non venivano comunque adoperati per la strada, abbiamo chiesto di lasciarceli per i posteggi delle nostre case. Invece l'ANAS voleva farne dei posteggi pubblici. Ma noi abbiamo bisogno di posteggi privati, perché non possiamo lasciare la macchina a un chilometro di distanza se quelli pubblici sono occupati” prosegue l’ingegnere.

Voi per tutti gli anni del cantiere siete rimasti senza posteggi?

"Noi è da 20 anni che praticamente quelle case non le possiamo più adoperare, perché sono proprio all'imbocco della galleria, per cui a causa del cantiere non erano abitabili. Adesso si spera di metterle a posto e riabitarle.”

Quindi questo ricorso non ritarderà l'inaugurazione della strada?

"Se lo vogliono rallentare, è l'ANAS che lo prende come scusa. Da parte nostra, se ci danno questi posteggi, c'è la più ampia disponibilità a ritirare tutti i ricorsi. Proprio oggi l'ANAS sta discutendo con i nostri legali di Milano. Penso che arriveranno a un accordo. Sono questioni di posteggi, noi non abbiamo chiesto nessun indennizzo, ci va bene quello che danno agli altri. Non sono un paio di mille euro che ci cambiano la vita, su 4 fratelli..."

Come mai ci sono voluti ben 12 anni per arrivare a una sentenza?

"È andata ancora svelta! Anche qui in Svizzera ci vogliono 7-8 anni, non andiamo tanto meglio. La nostra causa è diventata prioritaria adesso che si sta arrivando all'apertura, se no ci sarebbe voluto di sicuro ancora più tempo."

Come si è posto il Comune di Valsolda nei confronti della vostra causa?

" Non è che noi il Comune lo trattiamo male. Già mia madre aveva regalato svariate decine di migliaia di metri quadri di terreni per fare il depuratore di Valsolda. Chiedere di ridarci un posteggio che era già nostro non mi sembra chiedere troppo."

E il sindaco di Valsolda, Giuseppe Farina, conferma l’ottimismo dei fratelli Casanova sulla conclusione dei lavori. "C'erano già delle trattative in corso precedentemente all'uscita di questa sentenza, ma credo proprio che settimana prossima ci incontreremo tra le parti e si riuscirà a trovare un accordo. Non penso che ci saranno rallentamenti."

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