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LOCARNO

25/04/2012 - 18:19

Morì per monossido, sotto inchiesta l'operato della Carità

Ti-Press (archivio)




LOCARNO - Proseguono le indagini per chiarire le cause della morte della 68enne di Minusio che, alla vigilia di Natale del 2010, fu trovata senza vita nella sua camera da letto. Dopo la perizia tecnica, è infatti in arrivo quella medico-legale.

A provocarne il decesso era stato il monossido scaturito dalla canna fumaria dell'abitazione contigua. Questo a causa di un condotto non più a norma. La caldaia, invece, era appena stata sostituita.

E fu proprio il funzionamento di quest'ultima, assieme a un’insenatura nella canna fumaria, che favorì l’umidità che col tempo ostruì il passaggio, causando la perdita.

Da qui - come riporta la Rsi - il reato di omicidio colposo ipotizzato contro i vicini della donna, difesi dall’avvocato Brenno Canevascini.

L’inchiesta sta indagando pure, per il momento come persone informate sui fatti, anche sui medici della Carità di Locarno. Pochi giorni prima di morire, la vittima e il suo compagno erano già stati ricoverati, e a più riprese. E i medici avevano disposto una gasometria, dalla quale era emersa appunto un’intossicazione da monossido di carbonio. Un valore risultato di molto sopra la norma, ma che nessuno aveva notato.

È proprio per far luce sulla vicenda che il procuratore pubblico Zaccaria Akbas ha deciso la perizia medico legale che dovrebbe essere eseguita dal professor Francesco Ventura, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Genova.

Compito della perizia quello di chiarire le cause del decesso e verificare definitivamente se vi furono gli elementi affinché la tragedia fosse evitata.

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