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TICINOI ratti 'invadono' la Svizzera italiana

27.09.10 - 14:55
Una curiosa campagna lanciata oggi per strada e su internet. Nel mirino: frontalieri, criminalità d'importazione e Tremonti
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I ratti 'invadono' la Svizzera italiana
Una curiosa campagna lanciata oggi per strada e su internet. Nel mirino: frontalieri, criminalità d'importazione e Tremonti

LOCARNO - Ci sono tre topi. Anzi, tre ratti. Il primo si chiama Fabrizio, vive a Verbania, ma fa il piastrellista in Ticino. Il secondo si chiama Bogdan. È rumeno. Non ha né un domicilio, né un lavoro. Il terzo si chiama Giulio. E come Tremonti è un avvocato italiano. Non è l’inizio di una barzelletta. E i tre animali sono i protagonisti della curiosa campagna lanciata oggi in Ticino. Dietro all’iniziativa sembra ci siano personaggi noti del mondo imprenditoriale e politico ticinese. Nel mirino i ‘tre mali dell’economia ticinese’: i frontalieri, i criminali stranieri e lo scudo Tremonti.

Toni espliciti - Il tono della comunicazione è esplicito. Forse troppo. Lo si capisce cliccando sul sito www.balairatt.ch. Qualche titolo? ‘No all’invasione del frontalierato’. ‘No alla criminalità d’importazione’. ‘No alla fiscalità opprimente’. E poi ancora: ‘I giovani stranieri che delinquono devono essere espulsi’. Sul sito è già stato attivato un blog. Non solo. Il messaggio dei tre ratti sta già prendendo piede anche su facebook. Una cosa è certa. La campagna farà discutere. Anche perché il periodo (vedasi caso Bignasca-rom) non è proprio dei più sereni.

Ratti per strada - Difficile capire chi realmente stia dietro all’iniziativa. Ma spulciando il sito è possibile risalire a chi ne sta curando la comunicazione. Si tratta di Michel Ferrise, direttore della Ferrise Comunicazione di Muralto, che spiega: “Un gruppo ci ha chiesto di trovare un’idea originale che portasse i ticinesi ad aprire gli occhi su determinate questioni. Non posso dirvi di più. Segreto professionale. Perché i ratti? Il ratto è qualcosa di spregevole. C’è il concetto di ‘derattizzazione’ dietro tutto ciò”. Poi Ferrise entra nello specifico il tiro: “Non fraintendetemi. Non è una sparata a zero contro tutto. Ad esempio la campagna non vuole eliminare tutti i 45.000 frontalieri del Ticino. Ma semplicemente fare in modo che si rifletta sul fenomeno. Molte ditte oggi puntano sui frontalieri perché costano meno. Ecco, chi sta dietro a www.balairatt.ch vorrebbe che ci fossero salari minimi per tutti. Anche per i frontalieri”. I cartelloni e il sito internet rappresentano unicamente il primo capitolo di quella che dovrebbe essere una lunga storia. “I ratti esistono veramente ¬– sostiene Ferrise –. Inizialmente si muoveranno sui social network. Ma poi li vedremo in giro per le strade. Tra la gente. Agli eventi musicali, alle partite di calcio, al mercato. I ratti invaderanno il Ticino”.

Patrick Mancini

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