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GALBISIO

19/06/2010 - 09:41

Sparo al campo nomadi

Solo danni materiali ad una vettura

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GALBISIO - Nessuno è rimasto ferito. Si registrano unicamente danni materiali ad una macchina. Poco prima delle 20.00 di ieri sera, al campo nomadi di Galbisio, è stato esploso un colpo in direzione della carovana di nomadi ferma da due mesi e mezzo a Galbisio e in procinto di spostarsi a Pollegio (come deciso ieri mattina dal Consiglio di Stato nonostante il Comune interessato avesse espresso preavviso negativo).

A dare notizia dell'accaduto è l'edizione odierna de LaRegioneTicino. Sul posto si trovavano diverse famiglie Rom italiane e francesi con bambini. Fortunatamente, dicevano, nessun è stato ferito anche se la paura tra i presenti è molto alta. Il proiettile ha colpito il lunotto di un’Audi A4 grigia. Evidente il foro causato dal proiettile.

La polizia cantonale e comunale è intervenuta con quattro pattuglie e una decina di agenti (sul posto anche il comandante della PolCom di Bellinzona Ivano Beltraminelli) e si è messa subito alla ricerca degli autori: si tratta di due uomini fermatisi con una vettura chiara sull’autostrada dalla quale, sporgendosi, è possibile vedere l’accampamento da un’altezza di quattro-cinque metri.

«Solo uno dei due, con i capelli corti e una camicia scura, è uscito dall’abitacolo mentre l’altro è rimasto al volante pronto alla fuga»,  ha raccontato Rosanna, 40 anni, nomade italiana testimone oculare, a LaRegioneTicino. «All’inizio, da qui sotto, si pensava fosse qualcuno che teneva in mano una macchina fotografica. Poi guardando bene ci siamo accorti che si trattava di un’arma». Dalla quale è appunto partito un proiettile in direzione di una delle molte vetture parcheggiate con le roulotte a una ventina di metri dall’A2. Da notare che la polizia non ha trovato l’eventuale bossolo (che rimane nell’arma in caso di pistola a tamburo) né il proiettile conficcatosi nell’auto colpita.

Quasi certamente, come accade ormai spesso, si è trattato di un atto intimidatorio (sarà l’inchiesta della polizia giudiziaria a stabilirlo una volta presi i responsabili, se saranno individuati). Chi ha sparato avrebbe infatti facilmente potuto mirare e centrare (ma non l’ha fatto) uno dei nomadi presenti in gran numero. Tuttavia fino a pochi istanti prima proprio a bordo della vettura colpita si trovavano due bambine, una di un anno e mezzo e una di 12.

I Rom hanno subito allarmato le forze dell’ordine e in poco tempo li ha raggiunti anche la mediatrice Nadia Bizzini. Alcune famiglie hanno deciso seduta stante di abbandonare l’area ancora in serata e tornare nel Bergamasco da dove provengono; altre hanno manifestato l’intenzione di recarsi comunque a Pollegio (vedi articolo sotto) nel luogo indicato dal Cantone; altre ancora ieri non sapevano cosa avrebbero fatto oggi.

Foto apertura: Tipress

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