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28/09/2017 - 18:43

Premi cassa malattia 2018: accuse incrociate

Assicuratori, medici, consumatori e politici si accusano vicendevolmente del costante incremento dei costi

Keystone
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BERNA - Nessuna sorpresa per l'entità dell'aumento dei premi di cassa malattia per il 2018 annunciato oggi, ma molte le critiche. Assicuratori, medici, consumatori e politici si accusano vicendevolmente del costante incremento dei costi.

Meno negativi i commenti delle casse malattia. Santésuisse ha lodato il Consiglio federale per aver rinunciato in larga parte ad integrare nel calcolo dei premi i risparmi non ancora realizzati dell'adattamento del tariffario medico Tarmed. Questa decisione prudente eviterà conseguenze negative nei prossimi anni. "Il governo ha preso sul serio i timori formulati dagli assicuratori malattia in occasione dell'approvazione dei premi e ha rinunciato a mantenerli artificialmente bassi", indica un comunicato dell'organizzazione che rappresenta la maggior parte delle casse.

Grazie all'intervento deciso dal Consiglio federale a livello tariffale, la fattura della cassa malati risulterà inferiore all'importo che si sarebbe potuto chiedere tenendo conto dell'evoluzione effettiva dei costi, scrive Curafutura in un comunicato. Per contenere la crescita dei costi a lungo termine però è necessario che tutti gli interessati diano il proprio contributo e che anche medici e ospedali si assumano "le loro responsabilità in termini di costi", aggiunge l'associazione che raggruppa gli assicuratori CSS, Helsana, Sanitas e CPT.

I consumatori rimproverano all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) di svolgere solo parzialmente il suo ruolo di controllo e applicazione delle leggi. Secondo la Fondazione per la protezione dei consumatori svizzerotedesca SKS dal 20% al 30% delle prestazioni mediche in Svizzera sarebbero inutili: imputare l'aumento dei costi ai soli pazienti è semplicistico. La rivista dei consumatori romanda "Bon à Savoir" afferma, sulla base di un documento dell'UFSP, che molte casse hanno accumulato riserve in eccedenza per oltre due miliardi, pari a 240 franchi per assicurato, anche se altre si situano sotto il limite minimo.

I medici relativizzano l'aumento dei premi ricordando gli studi internazionali che valutano il sistema sanitario elvetico fra i migliori al mondo. Per la Federazione dei medici svizzeri (FMH) l'incremento dei costi sanitari è determinato dall'evoluzione demografica, dal progresso della medicina ma anche dall'attuale sistema di finanziamento. L'aumento delle cure ambulatoriali, la cui fattura è a carico esclusivamente della casse, fa lievitare i premi. Per i medici quindi l'unica soluzione sarebbe l'introduzione di un sistema di finanziamento uniforme per le cure ambulatoriali e stazionarie che permetterebbe risparmi di un miliardo.

Stessa analisi anche da parte dell'Associazione Svizzera dei medici operanti in cliniche private e ospedali (ASMI) che sta studiando la possibilità di lanciare un'iniziativa su questo tema. L'ASMI sottolinea inoltre che malgrado il massiccio intervento della Confederazione sulle tariffe mediche, i premi sono cresciuti e invita quindi il consigliere federale Alain Berset a rinunciare a misure "unilaterali e dannose" di questo tipo.

Per i cantoni contenere l'aumento dei costi significa favorire il trasferimento della cure dal settore stazionario a quello ambulatoriale, meno costoso, ha spiegato Michael Jordi, segretario centrale della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS). La regolamentazione che sarà introdotta dopo la moratoria sugli studi medici inoltre dovrà permette di concedere autorizzazioni secondo il bisogno, ha aggiunto Jordi.

Pierre-Yves Maillard, consigliere di Stato di Vaud, cantone che subisce il maggior incremento dei premi (6,4%), ha puntato l'indice contro le decisioni del Parlamento federale introdotte nel 2012: la riforma del finanziamento ospedaliero e la fine della moratoria sull'apertura di studi medici. "Il bilancio è catastrofico. La fine della moratoria è stata una delle decisioni più stupide prese da un parlamento occidentale negli ultimi 50 anni, ad eccezione delle dichiarazioni di guerra".

Il collega ginevrino Mauro Poggia denuncia "quest'anno ancora" un sistema di fissazione dei prezzi "opaco" e la passività dell'UFSP che "non utilizza tutti i mezzi a sua disposizione per esigere che le riserve elevate vengano utilizzate per la presa carico dell'aumento dei costi".

Fra i partiti solo PS e PPD - che stano entrambi valutando il lancio di iniziative popolari su questo tema - hanno reagito. Il sistema della concorrenza stimola la crescita, il problema è che nel settore della sanità sono gli assicurati a pagare la fattura, ha fatto notare il PS. Per il PPD "Il limite della sopportazione è stato superato, in particolare per le famiglie della classe media".

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