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BERNA

01/09/2016 - 10:11

Leuthard: «Bene le riduzioni di CO2, ma dobbiamo fare di più»

Berna vuole dimezzare le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030

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BERNA - Per contrastare efficacemente il riscaldamento climatico, Berna intende dimezzare, rispetto ai valori del 1990, le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Lo ha indicato oggi la consigliera federale Doris Leuthard, annunciando una consultazione su tre progetti.

Si tratta in primo luogo dell'approvazione da parte delle Camere federali dell'Accordo di Parigi sul Clima, poi della sua applicazione a livello nazionale mediante la revisione totale della legge sul CO2 e, infine, dell'accordo con l'Unione europea sul collegamento dei sistemi di scambio di quote di emissioni, che dovrà anch'esso essere approvato dal Parlamento. La consultazione si concluderà il 30 novembre.

L'accordo di Parigi è stato adottato nel dicembre 2015 alla Cop21 dalla comunità internazionale per contenere ben al di sotto di 2 gradi l'aumento del riscaldamento globale rispetto al livello preindustriale. I Paesi sviluppati dovranno fornire risorse finanziarie per assistere quelli in via di sviluppo.

Leuthard ha precisato che obiettivo del Consiglio federale è che la Svizzera sia tra i primi 60 Stati a ratificare l'intesa (finora lo hanno fatto 18 Paesi): idealmente l'accordo dovrebbe essere ratificato dal Parlamento nella sessione estiva 2017.

Oltre a questi traguardi internazionali di dimezzamento delle emissioni di gas a effetto serra, il governo intende fissare obiettivi interni da raggiungere adottando una combinazione di provvedimenti. Procedendo per tappe intermedie - con adattamenti riguardanti gli edifici, i trasporti, l'industria e l'agricoltura - si vuole adeguare costantemente la legge sul CO2 al fine di sostenere la Strategia energetica 2050 della Confederazione.

"Non ha senso fissarsi su un traguardo lontano e su cifre rigide", ha affermato la ministra: "meglio adattare di volta in volta gli obiettivi tenendo conto dello sviluppo tecnologico e della situazione che viene a crearsi". "La Svizzera sta lavorando bene, ma vogliamo e dobbiamo fare di più", ha aggiunto la Leuthard, sottolineando come secondo il Consiglio federale la Confederazione ha un ruolo importante a livello internazionale nella lotta contro i cambiamenti climatici. Berna farà molto, ma anche i cantoni saranno chiamati ad impegnarsi maggiormente.

Oltre all'accordo di Parigi e alla legge sul CO2, il Consiglio federale pone in consultazione anche quello con l'Unione europea sul collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni svizzero a quello europeo SSQE. L'intesa è stata parafata all'inizio dell'anno e si basa sul riconoscimento reciproco dei diritti di emissione elvetici ed europei.

Leuthard ha precisato che per consentire alle aziende elvetiche di beneficiare dei vantaggi offerti dal mercato del CO2 nell'Ue - assai più esteso e con maggiori flussi di liquidità rispetto a quello svizzero - già nel periodo in corso (2013-2020) sia l'accordo con l'Ue che la revisione della legge sul CO2 dovranno entrare in vigore entro il 2020.

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