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29/09/2017 - 12:41

Nebbia e inquietudine attorno alla scomparsa di un giovane schizofrenico

Una multa delle FFS è l'ultima traccia lasciata dal 22enne in fuga. Sua madre critica la struttura presso la quale il ragazzo risiedeva

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YVERDON-LES-BAINS - Da più di una settimana, un 22enne che soffre di schizofrenia ha fatto perdere le sue tracce. «Thomas S. è scomparso giovedì 21 settembre alle 17, quando ha lasciato la struttura dove risiedeva», ha comunicato mercoledì la polizia diramando un avviso di scomparsa. 

L'ultimo avvistamento risale alla mattina successiva. Una donna afferma di averlo visto alla stazione di Yverdon-les-Bains verso le 10:35. Questa segnalazione è attendibile. Le FFS, proprio quella mattina, hanno multato Thomas per poi inviare la contravvenzione alla madre. Il giovane era stato trovato senza biglietto tra Zurigo e San Gallo.

«L'istituto presso il quale risiedeva ha avvisato la polizia giovedì, ma non ha fatto altrettanto con me», lamenta la madre del 22enne. L'istituto, contattato, non ha commentato l'accaduto per motivi di privacy e riservatezza medica.

I parenti di Thomas, però, non nascondono la loro ansia. «È un ragazzo molto gentile», spiega un amico d'infanzia. «Ma se non prende i suoi farmaci è sconnesso dalla realtà». «Vede e sente cose immaginarie», aggiunge la madre. «Può dunque essere un pericolo per lui e per gli altri». 

Secondo il sito web di info-schizophrenie.ch «i farmaci aiutano a sciogliere la nebbia causata dalla malattia e a trovare un modo per relazionarsi in modo più chiaro con sé stessi e gli altri».

Il racconto di una madre che ha perso suo figlio a causa dell'indifferenza

Una donna ginevrina invita a mostrare più empatia: «La polizia mi aveva mostrato le immagini di mio figlio, disturbato mentalmente, in un treno. Il video mostrava un ragazzino malato davanti a passeggeri indifferenti. Quel giorno uscì dal treno e venne travolto da un altro convoglio in arrivo quel momento. Se invece di ignorarlo avessero chiamato la polizia, mio figlio sarebbe ancora vivo». 

L'associazione "L'îlot", che si occupa di parenti schizofrenici, è dello stesso parere: «Se vediamo qualcuno da solo e disorientato, dobbiamo cercare di rassicurarlo e dare l'allarme».

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