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SAN GALLO

19/05/2017 - 17:10

Direttori cantonali della sanità contro il finanziamento delle cure ambulatoriali

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SAN GALLO - I cantoni non intendono contribuire a oltre la metà del finanziamento delle cure ambulatoriali, come già avviene per quelle stazionarie. La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), riunita oggi a San Gallo, punta su altre misure atte a ridurre rapidamente i costi del sistema sanitario.

Attualmente le cure stazionarie vengono finanziate per il 55% dai cantoni e per il 45% dagli assicuratori. Le prestazioni ambulatoriali invece sono interamente a carico della casse. L'aumento delle cure ambulatoriali ha generato un trasferimento dei costi verso il settore delle assicurazioni, e il Parlamento dovrà decidere se introdurre anche in questo caso la stessa ripartizione dei costi che viene già applicata nel settore stazionario.

"Vogliamo contenere i costi e non unicamente spostare fondi pubblici verso le casse malattia", ha detto il consigliere di stato zurighese Thomas Heiniger, presidente della CDS. Le proposte in discussione al Parlamento hanno come obiettivo quello di trasferire agli assicuratori malattia più di dieci miliardi. Per la CDS questa non è una soluzione: causerebbe costi supplementari ingenti per i cantoni senza che questi possano avere un'influenza sull'aumento dell'efficienza.

I direttori cantonali della sanità intendono prima di tutto esaminare le prestazioni degli ospedali. Ancora oggi per troppi trattamenti che potrebbero essere dispensati in ambulatorio viene richiesto un ricovero. "In questo ambito c'è un potenziale di riduzione dei costi sanitari a pari qualità di trattamento", secondo la consigliera di Stato sangallese Heidi Hanselmann, vicepresidente della CDS. Con un aumento delle prestazioni ambulatoriali si potrebbero risparmiare 500 milioni di franchi l'anno.

Stando ad uno studio, un'operazione del menisco, ad esempio, costa all'assicurazione di base 2'400 franchi. Se realizzata in ospedale la fattura sale a 3700 franchi. La CDS raccomanda ai suoi membri di seguire l'esempio dei cantoni Zurigo e Lucerna che hanno stilato una lista di operazioni che possono essere effettuate in ambulatorio, invece che nel settore stazionario. Il cantone paga il trattamento stazionario solo se giustificato da ragioni mediche.

Per ridurre i costi la CDS ritiene che si debba agire anche sui sistemi tariffali. La revisione del TARMED tarda e il sistema non corrisponde più alle tariffe attuali. La pianificazione ospedaliera inoltre dovrebbe migliorare il coordinamento dell'offerta fra cantoni. Infine la CDS vuole agire anche per ridurre l'offerta di prestazione esagerata in alcune regioni o settori.

Se le proposte in discussione in Parlamento per introdurre un finanziamento delle cure ambulatoriali da parte dei cantoni dovessero proseguire, la CDS chiederà l'adozione di misure di accompagnamento: pianificazione dell'offerta di cure ambulatoriali da parte dei cantoni, creazione di un controllo cantonale della fatturazione e consultazione dei cantoni nella sorveglianza degli assicuratori malattia.

La Federazione dei medici svizzeri (FMH) si è detta delusa delle decisioni odierne della CDS. "I cantoni negano così la possibilità di frenare l'aumento dei premi causato dal trasferimento delle prestazioni ospedaliere finanziate principalmente con le imposte, al settore ambulatoriale finanziato con i premi", afferma in comitato centrale in un comunicato.
 
 


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