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29/04/2016 - 11:01

«Per un'educazione senza percosse»

Niente punizioni corporali, questo è il messaggio che la fondazione della Protezione dell'infanzia Svizzera lancia con un video in vista del "No Hitting Day" di domani

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BERNA - Le punizioni corporali non devono essere utilizzate nell'educazione dei bambini. Questo il messaggio che la fondazione Protezione dell'infanzia Svizzera vuole far passare tramite un videoclip intitolato "Schlag Rahm, nicht Kinder!/Fouettez la crème, pas les enfants!" (non esiste una versione in italiano).

La pubblicazione del video è in relazione al "No Hitting Day", ossia il giorno dell'educazione senza violenza, che cade domani. Genitori ed educatori devono rispettare il diritto dei bambini all'incolumità fisica e psichica, indica la fondazione in un comunicato odierno.

Protezione dell'infanzia Svizzera chiede alla politica di ancorare questo diritto anche nel codice civile. Le norme del diritto penale devono poi essere adeguatamente completate. Esperienze in altri Paesi hanno mostrato che queste norme e le campagne di sensibilizzazione hanno fatto diminuire la violenza utilizzata nell'educare.

Il Consiglio nazionale nel 2008 non ha voluto vietare punizioni corporali inflitte ai bambini, secondo la fondazione, non dando seguito a una iniziativa parlamentare della frazione del Partito socialista (PS). I bambini sono già abbastanza protetti dalle disposizioni della Costituzione federale e dalle norme di diritto penale, aveva detto la Camera del popolo allora.

Secondo un sondaggio del 2007, le punizioni corporali inflitte dai genitori ai propri figli non sono una rarità in Svizzera. Circa il 68% degli interpellati riteneva gli schiaffi o le sculacciate legittimi. Da uno studio dell'Università di Friburgo del 2004 risultava che 35'000 bambini sotto i 4 anni venivano regolarmente schiaffeggiati.

Altre punizioni fisiche rivolte ai bambini, secondo lo studio, comprendevano tirate di capelli o sculacciate. Per i piccoli queste sanzioni hanno gravi conseguenze sulla salute, sia fisiche che psichiche, scrive Protezione dell'infanzia Svizzera.

Nel video della fondazione vi è la protagonista del film Heidi, Anuk Steffen.

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21 commenti da TIO
Leon5693 - 2 Maggio 2016 alle 12:43
Certo e poi ci ritroviamo figli che denunciano i genitori per maltrattamenti mai avvenuti e prima che questo poi venga a galla passano mesi se non anni. Intanto i genitori messi alla gogna e i figli se la ridono :-( .
Purtroppo l'arma è sempre a doppio taglio ma abbiamo anche dato un buono spunto a quei ragazzini che non amano le restrizioni dei genitori e pensano bene di denunciarli. Non parliamo poi dei casi di pedofilia smentiti poi dopo anni. Già accusiamo uno di pedofilia, gli roviniamo la vita e poi una stretta di mano e via....
Soprattutto nei casi dubbi, dove si sa che sono ragazzi problematici prima di affilare i coltelli verso i genitori....verificare meglio

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